I rifiuti all'ingresso della Cisterna

POZZUOLI – Non c’è tempo per gioire della ripulitura del Serapeo, per mesi ostaggio di acqua, melma e rane, che l’attenzione nella città di Pozzuoli già si concentra su altri luoghi storici abbandonati da tempo. La Fontana Flavia, che troneggia nel parco puteolano di Villa Avellino, si è trasformata in un mascherone grottesco sfregiato da scritte e macchie di bombolette spray e arricchito da baffi.

LE ASSOCIAZIONI A DIFESA DEL TERRITORIO – Più volte le associazioni locali hanno denunciato lo stato in cui versano alcuni monumenti dell’area flegrea: «I tesori archeologici dell’intera area flegrea soggiacciono ancora oggi sommersi da una vegetazione spontanea e rifiuti vari. – dice il presidente di “Pozzuoli deve vivere” Gennaro Prebenda – E’ sicuramente una forma, sebbene diversa, di vandalismo, reiterare nell’abbandono di cosi grande a ed ambito patrimonio rendendolo oggetto emotivo di disgusto, anziché mezzo d’incremento turistico, rilancio nel lavoro e forma di benessere economico e sociale di tutto il territorio flegreo».

UNA DISCARICA A CIELO APERTO – Un vero peccato per il parco settecentesco costretto a ospitare anche una piccola discarica a cielo aperto nell’antica cisterna romana, la cosiddetta «piscina Lusciano». La cisterna, della seconda metà del primo secolo dopo Cristo, doveva essere nell’antichità un bacino di smistamento delle acque per gli edifici della zona. Gli eredi Lusciano la vendettero nel 1836 all’archeologo Francesco Maria Avellino e nel 1980 il giardino è passato di proprietà del Comune di Pozzuoli. Ora essa è ricolma di rifiuti di ogni sorta, che ne impediscono l’accesso, e i muri di opus reticulatum sono imbrattati di graffiti e scritte. Lunga è la lista dei siti non tutelati che indigna turisti e cittadini. Proprio gli attrattori turistico-archeologici del “Grand Tour” di ghoetiana memoria ora mettono in fuga, con il loro degrado, i nuovi visitatori.

 

VIOLETTA LUONGO

 

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