La palazzina bruciata

“Per ricominciare a vivere” era questo lo slogan per la raccolta fondi a favore degli oltre 60 sfollati della palazzina di Arco Felice che lo scorso 17 marzo venne distrutta dall’incendio appiccato al mobilificio “Cacciapuoti”.  Ma questa raccolta purtroppo, dopo oltre un mese, non è mai partita. Infatti il conto corrente sul quale sarebbe dovuti giungere i soldi da destinare alle 14 famiglie rimaste senza casa segnerebbe ancora “zero euro”. Sconcerto tra chi immaginava di poter raccogliere una somma di denaro utile per risollevare chi in pochi minuti quella maledetta notte perse tutto. Dopo l’assenza della Protezione Civili nei giorni del dramma, un’altra triste pagina viene scritta in questa tragica storia.

L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE – Oltre un mese  l’associazione Onlus “Vincenzo Luongo” di Pozzuoli  mise a disposizione un numero di conto corrente postale sul quale potevano essere effettuate le offerte che successivamente dovevano essere suddivise tra le 14 famiglie rimaste senza casa. Per aiutare colore che quella maledetta notte ha persero tutto, bastava fare una donazione sul conto corrente postale numero 32117806 intestato a ACVL- Associazione Vincenzo Luongo – ONLUS ed inserire come causale “Per ricominciare a vivere”.

NEMMENO UN CENTESIMO SUL CONTO – Nessun versamento, neanche un centesimo per aiutare quelle  persone che hanno perso tutto e che improvvisamente si sono viste costrette a partire da zero.  Oggi, quelle 14 famiglie che vivevano nel condominio al civico 110 di via Domitiana, dopo aver terminato il mese di soggiorno in albergo messo a disposizione dal comune di Pozzuoli, hanno trovato una sistemazione chi a casa di parenti chi prendendo in affitto un appartamento nell’attesa che la società proprietaria della palazzina rimetta in sesto la struttura. Sulla quale, dopo il dissequestro, sono in corso i lavori di messa in sicurezza che una volta terminati daranno il via alla ristrutturazione dell’edificio, preludio poi per un eventuale ritorno per i 14 nuclei familiari nelle proprie abitazioni.