La distesa di fango che ricopre le campagne di Licola Borgo

LICOLA – Sono passati ormai 22 giorni da quando domenica 6 novembre a Licola Borgo si scatenò l’inferno. Sotto la pioggia gli argini dell’alveo dei Camaldoli cedettero d’improvviso ed in pochi minuti le case e la campagna circostante furono ricoperte per oltre due metri di acqua e fango. Dopo l’intervento di soccorso dei vigili del fuoco e l’alloggiamento degli sfollati in alcune strutture alberghiere della zona, c’è stato il silenzio più totale delle istituzioni.

L’IMMOBILISMO DEI COMUNI – La zona colpita è divisa tra Giugliano e Pozzuoli e nessuno dei due comuni in questione ha messo a disposizione uomini e mezzi per ripulire strade, campagne ed abitazioni. I residenti hanno fatto tutto da soli, riuscendo a ripulire dal fango quel poco che ha consentito loro l’accesso alle proprie abitazioni. Laddove i cittadini non hanno potuto, per ovvi motivi, spalare il fango dovrebbero esserci decine di carogne di animali travolti dalla piena dell’alveo. E nella zona a 22 giorni dal dramma, il rischio di epidemia è ancora alto.

Tutti provvedono a ripulire le proprie abitazioni

PEGGIO I PUTEOLANI– Sia il comune di Giugliano che quello di Pozzuoli non hanno intrapreso alcuna azione di soccorso nella zona eccetto quelle del primo alloggio: ma forse, tra i due, le mancanze puteolane sono quelle più gravi. In primo luogo perchè i 5 nuclei familiari puteolani da questo week end non usufruiscono nemmeno più dell’alloggio messo a disposizione dell’ente venendo quindi ospitati da amici e parenti. E allo stesso tempo non possono tornare nemmeno nelle proprie abitazioni perché manca ancora luce e gas, così come non è chiara l’agibilità degli edifici.

MANCANO LE UTENZE –  Per quanto riguarda le utenze la colpa è solo da addebitarsi all’immobilismo del comune: infatti le società fornitrici non possono riallacciare gas ed energia elettrica fin quando non si provvederà a liberare tutta l’area dal fango. Anche se le case fossero raggiunte dalle utenze non è chiaro se i cittadini potrebbero farvici ritorno. Infatti se è pur vero che non esiste una perizia che indichi l’inagibilità delle case, mai è stato fatto da nessuno un sopralluogo che verifichi la stabilità delle abitazioni colpite dall’alluvione, cosa che dovrebbe essere automatica dopo eventi di questo genere.

UN’ INGIUSTIFICABILE INDECENZA – I cittadini invece che cadono sotto la giurisdizione di Giugliano hanno intanto avuto un’ ulteriore proroga dell’alloggio e le loro abitazioni hanno riavuto la fornitura di energia elettrica da oltre una settimana. Due pesi e due misure quindi per cittadini che vivono (o meglio vivevano) a pochi metri di distanza e che sono stati colpiti dalla stessa sciagura. È deplorevole l’immobilismo che ha contraddistinto il comune di Pozzuoli che negli oltre venti giorni passati non ha dato nessun segnale di vicinanza nè materiale nè tanto meno materiale ai propri cittadini colpiti dall’alluvione.

ANGELO GRECO
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