I rifiuti che danno il benvenuto a Licola Mare

POZZUOLI – Mentre a Pozzuoli centro la morsa dei rifiuti sembra aver allentato la sua presa, in molti punti delle periferia nulla sembra cambiare. È il caso di alcune zone di Monterusciello, Agnano Pisciarelli ma soprattutto di Licola Mare che ormai affoga sotto le montagne di rifiuti.

UNA PERIFERIA DIMENTICATA – Licola Mare è da sempre una delle periferie più degradate di Pozzuoli e come tale spesso finisci nel dimenticatoio degli amministratori. Poche settimane fa il quartiere fu protagonista di forti proteste proprio indirizzati alla rimozione dei rifiuti. Da allora nulla sembra essere cambiato. Anche qui come in molte parti della città di Pozzuoli il Comune ha deciso di diminuire i punti di conferimento dei sacchetti, gravando  interamente sulle poche “isole ecologiche” rimaste.

Rifiuti all'ingresso del quartiere

ACCOLTI DA UNA MONTAGNA DI RIFIUTI – A Licola Mare punto designato a raccogliere tutti i rifiuti del quartiere è proprio l’ingresso. Appena dalla Domitiana si imbocca la strada che porta a Via del Mare si è “accolti” da diverse tonnellate di rifiuti maleodoranti. La grandezza del cumulo è impressionante e nemmeno i numerosi roghi appiccati ne hanno scalfito le dimensioni. Un problema che grava su tutta la collettività ormai stanza di subire trattamenti da cittadini di serie “B”. Il malessere però non solo diffuso tra i residenti ma anche tra i numerosi operatori commerciali del litorale (perlopiù lidi balneari) che già operano tra mille difficoltà.

Oltre ai rifiuti c'è anche il problema "mare inquinato"

AL CENTRO DI UN DISASTRO ECOLOGICO – Oltre ai rifiuti c’è l’annoso problema del vicino depuratore di Cuma che con il passare degli anni ha reso il mare un’enorme fogna, inoltre in inverno l’arenile di Licola è spesso vittima di scarica abusivi di ogni genere, dal materiale di risulta edilizio a sostanze altamente inquinanti. Tra depuratore, scarichi abusivi e i rifiuti Licola Mare sembra essere ormai al centro di un disastro ecologico. Occorre un pronto intervento da parte delle istituzioni che porti nella zona un minimo di “legalità ecologica”.

ANGELO GRECO
[email protected]