Salvatore Palumbo

POZZUOLI –  E’ attesa per le prossime ore l’autopsia sulla salma di Salvatore Nunzio Palumbo, il 33enne di Pozzuoli trovato morto domenica sera vicino a una baracca nei pressi della stazione di Maria di Licola. L’uomo si era allontanato dalla sua abitazione di Quarto facendo perdere le proprie tracce. Poi la tragica scoperta: il suo corpo senza vita appoggiato a un muro della stazione, nessun segno di violenza, forse stroncato da un infarto. Sul caso stanno indagando i carabinieri della stazione di Licola.

TANTI GLI INTERROGATIVI:  cosa ci faceva Palumbo in quel posto così isolato? Prima di morire aveva incontrato qualcuno? E’ stato visto morire e poi lasciato solo? Risposte che potrebbero arrivare già nelle prossime ore. Utile alle indagini sarà proprio il referto dell’autopsia da parte del medico legale che chiarirà orario e cause del decesso. Salvatore Nunzio Palumbo detto “Sasà”, operaio, atleta e giocatore di calcio a 5 della Real Patria (squadra che milita in C2)   si sarebbe sposato tra pochi mesi. Futura moglie e familiari che domenica ne denunciavano la scomparsa, dopo non averlo visto rientrare a pranzo. Poi in serata la scoperta della tragedia: Salvatore era morto, il suo corpo appoggiato a un muro di una stazione abbandonata. Una morte che ha sconvolto quanti lo conoscevano: amici, conoscenti, compagni di squadra e atleti delle altre squadre di calcio a 5 che appresa la notizia hanno inviato numerosi messaggi di cordoglio alla famiglia e alla sua società di appartenenza.

La stazione di Marina di Licola dove è stato ritrovato il cadavere del 33enne

LA DEDICA DELLA TRAICONET DI MONTE DI PROCIDA –  “Quando alle otto del mattino ti arrivano certe telefonate,ti senti fulminato. Poi un tam tam di telefonate per sapere se è vero,se può essere vero ciò che si è detto. Infine  la rassegnazione. Cosa si può dire in questi casi? Niente. La testa ritorna al passato,con gli occhi lacrimanti  scorrono le immagini di lui nella mente,le serate passate insieme nel palazzetto a fare gli allenamenti,gli scherzi nello spogliatoio con gli altri ragazzi. Sasà era un bravissimo ragazzo, atleta esemplare, noi usavamo dire “professionale e non professionista”, la verità è che lui metteva impegno come un professionista, con la sua puntualità e la sua disponibilità, con i confronti mai banali sulle partite, sempre disponibile con i ragazzi più giovani che iniziavano questo sport, lui che aveva giocato anche al calcio, e poi, i tornei estivi insieme, le partite che diventavano sempre sfide decisive, i suoi incitamenti ai compagni, come una roccia, ecco, la roccia, Salvatore era una roccia, quando si posizionava davanti alla difesa era difficile superarlo. Noi lo vogliamo ricordare cosi. Ci mancherà la sua simpatia, e quell’ aria un pò sorniona di chi con pacatezza diceva la sua con educata semplicità. Siamo orgogliosi di averlo avuto come compagno di avventure nel nostro gruppo. Siamo vicini alla sua famiglia che lo ha sempre sostenuto nelle attività sportive, siamo vicini alla sua fidanzata, che tra non molto sarebbe diventata sua moglie. Ciao Sasà resterai sempre nel cuore di ognuno di noi”

GENNARO DEL GIUDICE
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