Il napoletano Cristian D'Alessandro (foto web)

NAPOLI – Dura ormai da quasi 30 giorni la prigionia di Cristian D’Alessandro, il giovane attivista di Greenpeace arrestato dalle forza di sicurezza russe durante una dimostrazione contro una piattaforma petrolifera. Cristian, napoletano con amicizie anche a Pozzuoli, è ancora prigioniero, assieme ad altri 29 suoi compagni che facevano parte della “Arctic Sunnrise” (27 attivisti e 2 giornalisti), nave che stava portando avanti l’operazione “Save the Arctic” contro la piattaforma della Gazprom Prirazlomanya. E proprio nei pressi della piattaforma che gli attivisti, che stavano agendo in maniera del tutto pacifica, sono stati fermati ed arrestati senza motivo dalle forze russe. L’attivista napoletano, l’unico italiano a brodo della nave, assieme a tutti suoi compagni, pare non rischiare il capo di imputazione per “pirateria”, ma il sistema giudiziario russo è comunque molto duro così come il regime carcerario. Ad oggi il governo russo sembra essere sordo ai migliaia di appelli che stanno arrivando dalla società civile di mezzo mondo contro l’ingiusta detenzione.

 

GLI APPELLI – Tra mille iniziative a favore della liberazione di Cristian e dei suoi compagni c’è proprio quella lanciata dalla madre del 29enne napoletano che in rete sta raccogliendo firme per una petizione on line, dove si può leggere anche la lettera scritta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ( http://www.change.org/it/petizioni/cristian-torni-a-casa-%C3%A8-solo-colpevoledipacifismo), alla quale hanno aderito anche noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come i musicisti napoletani Almemegretta, il cantautore romano Alessandro Mannarino o la nota cantante Fiorella Mannoia.