Il dottor Rosario Porzio

SALUTE –  Oggi parliamo di una delle piante medicamentose più famose al mondo,il mirtillo nero. Il mirtillo nero ,noto anche con il nome botanico di Vaccinium myrtillus,o nel mondo come Bilberry ha la sua più grande caratteristica “estetica” ma anche “fitoterapica” nei particolari frutti blu-viola consumati sia freschi che come marmellata, succo, sciroppo e gelatine. Il mirtillo è una pianta a fioritura pre-estiva (fiorisce a maggio), i suoi salutari frutti maturano solitamente tra luglio, agosto ed inizi settembre.

IL VACCINIUM MYRTILLU  è ricco di principi attivi antiossidanti come gli antocianosidi e le antocianidine, la quercetina e via dicendo,tutte sostanze capaci di spazzare via i temibili radicali liberi, causa di invecchiamento e malattie degenerative.

IL MIRTILLO NERO  è anche molto ricco della provitamina A (il betacarotene), di vitamina C e vitamine del gruppo B. La fitoterapia consiglia di assumerlo come integratore alimentare caratterizzato da 60-120 mg di estratto secco per periodi anche molto prolungati. Gli integratori alimentari di mirtillo nero sono adoperati oltre che come antiossidanti generali, come protettori contro le patologie a carico dei vasi sanguigni e della retina.

L’AZIONE CAPILLARO   e flebo-protettiva del mirtillo nero è dovuta in particolar modo alle antocianine che inibiscono le elastasi e le collagenasi (enzimi proteolitici che distruggono, di solito fisiologicamente, il collageno) rendendo il tessuto connettivo più stabile e più elastico. Gli antocianosidi poi agiscono sui vasi sanguigni evitando l’accumulo delle glicoproteine ,migliorando la resistenza e l’elasticità delle pareti dei vasi.

L’ AZIONE PROTETTIVA  nei confronti della retina è rappresentata dalla capacità di rigenerare la rodopsina, un pigmento retinico legato alla visione crepuscolare e notturna. A livello dei vasi dell’occhio ma anche di tutti i vasi sanguigni il mirtillo nero esplica un’attività antiedemigena e capillaro-protettiva . Il mirtillo nero è controindicato in presenza di calcoli renali perchè può favorirne la formazione (di quelli fatti di ossalato e fosfato di calcio).