Pozzuoli - veduta dall'alto

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO la lettera inviata alla nostra redazione da un giovane puteolano emigrato negli Stati Uniti d’America.

 

LA LETTERA – Sono un ragazzo di 25 anni di Pozzuoli che vi scrive da Los Angeles, dove mi sono dovuto recare per aver modo di lavorare, pagare un fitto, mantenere una macchina e magari togliermi qualche sfizio, insomma niente di irraggiungibile direte, o comunque possiamo definirla una vita normale. Come me, così tanti coetanei e non, hanno avuto la necessità di andare all’estero per cercare lavoro, fortuna, insomma una vita migliore. Penserete: che bello! Los Angeles! Londra! Berlino! sicuramente sono esperienze entusiasmanti che arricchiscono lo spirito e ci aprono la mente. Il fatto che a molti di noi l’idea di poter condurre una “vita normale” nel proprio luogo d’origine, nella propria città, piace molto di più dell’idea di trasferirsi in un altro stato, che pur offrendo maggiori opportunità rimane lontano da quel senso di “casa”.

 

UNA SCELTA OBBLIGATALa scelta, almeno per me, è stata forzata. Ho fatto diversi lavoretti qua e la, mandato curriculum in tutta Napoli e Pozzuoli e in altre parti d’Italia, ho lavorato su un lido 13 ore al giorno 6 giorni a settimana per 1000 euro di ***** al mese (e dovevo anche ritenermi fortunato, qualcuno dice). Questo paese che è l’Italia, che io amo, nun parlamm e Napule ca nun to dic propio, è diventato scandaloso, il governo è scandaloso partendo dalla cima fino ai funzionari comunali locali di un qualsiasi comune, la nostra società ci ha tolto qualunque opportunità lavorativa e qualunque speranza di poter condurre una vita autonoma, senza conoscenze, amicizie o compromessi per lavorare. Ma vi chiedete come fa un ragazzo della mia età a Pozzuoli a trovare un lavoro che lo metta in grado di pagarsi un fitto e magari un’assicurazione? Senza l’aiuto di un genitore o qualche conoscenza? molti di noi non si potranno mai sentire indipendenti a causa di questa società che i politici a furia di mangiare e mangiare su di noi ci hanno lasciato ormai senza niente. Per farla breve “ciamm accapputat”.

Con estrema nostalgia di casa e della mia Napoli.

 

LETTERA FIRMATA