I cassonetti "rubati"

Quattordici cassonetti  per la raccolta dei rifiuti stipati in uno spiazzale in via dei Platani, nascosti tra le erbacce in un’area demaniale di proprietà della Regione Campania che ne vieta l’accesso. Ecco che fine avrebbero fatto i contenitori della spazzatura scomparsi improvvisamente da via dei Platani nella zona di Licola Borgo ad inizio aprile laddove esisteva un’isola ecologica della quale si servivano migliaia di residenti del posto. Quattordici cassonetti vuoti ed integri come i quattordici che componevano l’isola ecologica che fino a diverse settimane fa sorgeva a poche decine di metri dalla stazione dei carabinieri e dalla stazione della cumana di Licola. Incredibile quanto inquietante ritrovamento che alimenterebbe ulteriori sospetti sul perché quei bidoni siano stati rimossi da un giorno all’altro dalla strada e fatti scomparire, privando un intero quartiere della possibilità di gettare rifiuti. Chi mai avrà portato materialmente quei contenitori in quello spiazzale? E’ stata opera del comune di Pozzuoli o di qualche residente del posto che esasperato dalla crisi dei rifiuti avrebbe di sua iniziativa nascosto i cassonetti in quel posto? L’unica certezza è che dopo la rimozione di un’ingente quantità di rifiuti nell’aprile scorso, da allora quei cassonetti sono scomparsi.

L'ingresso dello spiazzale di Licola Borgo

UN CARTELLO DEL COMUNE SU UN’AREA DELLA REGIONE – All’ingresso dello spiazzale che sorge sempre in via dei Platani proprio a pochi metri dalla caserma del corpo di guardia forestale ci sono due cartelli: uno appartenente alla Regione Campania con su scritto: “Area Demaniale Divieto di Accesso” e l’altro con intestazione del comune di Pozzuoli sezione “Dipartimento Tutela Ambientale” con sopra riportato il divieto di scarico dei rifiuti. Ebbene di fronte a questi due cartelli e ai 14 cassonetti stipati e nascosti tra piante e rifiuti i dubbi e le contraddizioni su che fine abbiano fatto quei bidoni dell’isola ecologica di via dei Platani non possono che essere ulteriormente alimentate. Se l’operazione sia stata messa in atto dal Comune di Pozzuoli, nella fattispecie proprio dal “Dipartimento Tutela Ambientale” di cui è dirigente il geometra Alfredo Tovecci, viene da chiedere come mai, in piena emergenza rifiuti, con la spazzatura che invade strade e marciapiedi, sarebbero stati rimossi quei cassonetti.

L'isola ecologica smantellata in via dei Platani

SMANTELLATA L’ISOLA ECOLOGICA – Specie in quell’area adibita ad isola ecologica “riconosciuta” dal comune, dove nei mesi scorsi i vigili urbani posizionarono cartelli di videosorveglianza e dove quotidianamente stazionavano gli Lsu impiegati dal comune per far rispettare gli orari di smaltimento. Quindi non siamo di fronte ad una discarica a cielo aperto creatasi improvvisamente, ma ad un vera e propria area adibita allo smaltimento dei rifiuti. Diversamente invece, qualora la rimozione dei bidoni da via dei Platani sia stata opera di qualcuno che avrebbe agito senza permesso, verrebbe da chiedersi come mai il Comune di Pozzuoli non abbia in primis trovato i colpevoli e successivamente riposizionato in quell’area quei cassonetti che giacciono in uno spiazzale di proprietà della regione Campania ma del quale l’ente comunale si è preso l’onere di tutelare dallo sversamento abusivo dei rifiuti. Ma perché il comune avrebbe dovuto disporre la rimozione di quell’isola ecologica considerato il fatto che è l’unica presente nella zona di Licola Borgo e che la più vicina sorge in via Monterusciello o, dall’altra parte, nella zona di Licola Mare a chilometri di distanza? A chi davano fastidio quei cassonetti?

Cassonetti scomparsi anche al parco Bognar

UN FENOMENO DIFFUSO – Ma il caso di Licola Borgo purtroppo non sarebbe isolato: infatti diversi sarebbero gli episodio analoghi che in questi giorni stanno caratterizzando questa nuova crisi rifiuti.  La sensazione è che sia in atto una “guerra tra poveri”  da parte di gente esasperata che non vuole più i contenitori per l’immondizia nelle vicinanze delle proprie abitazioni. E quindi,  “se non si riesce a rimuovere la spazzatura allora meglio rimuovere tutto, compresi i cassonetti in maniera tale che i rifiuti non possano essere più gettati lì” sembrerebbe essere questo in sintesi il pensiero di quanti a quanto pare arbitrariamente li stanno facendo scomparire dalle strade. Licola Borgo non sembra essere l’unico esempio di questa nuova “guerra”. Casi analoghi sono stati segnalati anche in altre zone della città di Pozzuoli: Lucrino, Arco Felice, in via Carlo Pisacane lungo la strada che congiunge la zona portuale con “Largo Palazzine”, al parco Bognar e nel quartiere di Monterusciello, in via Ottone Rosai nella zona dei 600 alloggi. In quest’ultimo caso però i cassonetti non scomparvero ma furono spostati dal marciapiedi adibito ad “isola ecologica” nello spiazzale dove sorge l’edificio che ospita il “M.A.S.C.I.” e un tempo residenza della chiesa Sant’Artema. Brutto segnale di una “guerra” tra disperati che dopo aver atteso la rimozione dei rifiuti, fanno poi scomparire i cassonetti “eliminando” così le vere isole ecologiche. Se questa prassi dovesse proseguire, ci ritroveremo senza più nessun posto dove poter gettare “ufficialmente” la spazzatura.

GENNARO DEL GIUDICE
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