Il carcere femminile di Pozzuoli

POZZUOLI-  “Nel carcere femminile di Pozzuoli le detenute sono costrette a stare a letto perché non c’è spazio per stare in piedi”. La denuncia shock arriva dall’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che nei giorni scorsi ha scritto al Presidente della Repubblica, al presidente del Senato e al presidente della Camera denunciando le precarie condizioni di detenzione alle quali sono soggette le recluse e per sensibilizzarli sulle “gravissime condizioni
di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria e in particolare del personale femminile del Corpo” nelle carceri italiane. Nella missiva viene citato anche il “caso-Pozzuoli”, il carcere di femminile di via Pergolesi che secondo il sindacato risulta essere tra le carceri italiane che hanno un rapporto poliziotte-detenute tra i più bassi del paese.

CONDIZIONI DIFFICILI – Infatti, nel carcere puteolano secondo in Italia per rilevanza, Leo Beneduci,  segretario generale dell’Osapp e  firmatario della missiva, denuncia la presenza di solo 60 poliziotte per 208 recluse. Un’ esigua presenza di polizia penitenziaria alla quale si aggiunge la “grave fatiscenza dell’infrastruttura” e il “sovraffollamento della struttura” con celle piene a tal punto da costringere le detenute a stare a letto a causa della mancanza di spazio. “A Pozzuoli – continua Beneduci – dove il sindacato si è recato in vista di recente e come nella maggior parte delle sezioni e degli istituti destinate alle detenute, oltre alla grave fatiscenza dell’infrastruttura, si può parlare di vera e propria ‘detenzione da letto’ per l’impossibilità di permanere all’impiedi nelle celle a causa del sovraffollamento”. Una denuncia, quella del segretario generale dell’Osapp, che accende i riflettori sulla realtà del carcere femminile di Pozzuoli già in passato al centro di polemiche e proteste.

GENNARO DEL GIUDICE