La denuncia sulla "strage" delle emittenti locali arriva da TeleIschia

da: Enrico Buono
Direttore di Teleischia

Si ascolta solo il silenzio sulla strage delle televisioni locali in italia. Un’operazione voluta dal governo Berlusconi, e traghettata senza alcuna correzione dal governo tecnico Monti. Con un colpo di spugna sono state cancellate oltre 200 emittenti su tutto il territorio nazionale, togliendo lavoro a migliaia di lavoratori del settore, e privando lo stato di entrate sicure garantite da aziende che per decenni hanno provveduto a pagare tutte le onerose gabelle stabilite.

Perchè nessuno ne parla?
”Potrebbe mai parlare il boia della sua perfetta esecuzione?”

Ad avvantaggiarsi di questo bando truffa sono state proprio le televisioni ed i gruppi che oggi dovrebbero svolgere il loro compito di informare il paese, assolvendo al ruolo di servizio pubblico: Rai e Mediaset su tutte. E pensare che il digitale avrebbe dovuto garantire maggiore pluralismo, tant’è che il passaggio ne fu accelerato dal governo Berlusconi altrimenti l’Europa, imbufalita per l’ingobrante presenza nel panorama televisivo italiano di Rai e Mediaset, avrebbe richiesto la soppressione di Rai 3 ed il passaggio di Rete 4 sulla banda satellitare. Eppure i tre canali Rai ed i tre canali Mediaset, allora, si dividevano null’altro che una fetta pari al 8 per cento dei canali disponibili.

Oggi col digitale terrestre l’incidenza di queste due aziende, invece di ridursi, è diventata ancora più ingombrante. Insieme a La7 ed altre piccole realtà nazionali è stato loro assegnato il 66% delle frequenze. Ed ora con la vedita della banda 800mhz (canali dal 60 al 69 uhf) alla telefonia, tolta solo alle tv locali, tale bottino è cresciuto ancora. A vantaggio di canali “registratori”, cloni o a pagamento (per pochi affezionati); a danno di tv informative e di lavoratori in carne ed ossa. Non sono state prese in giro solo le Tv locali, cancellandole, ma è stato preso in giro sopratutto chi voleva offrirci un paese più democratico: l’Europa.

Eppure nonostante il silenzio dei potenti, qualcosa si muove. Infatti sono state riviste le graduatorie di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Ma l’emmorragia non cambia: si è salvato qualcuno, ma altri sono finiti all’inferno. Nonostante alcune associazioni di categoria non abbiano fatto il ruolo a cui erano demandate, tutelando i propri associati, il mondo “silenziato delle Tv Locali” cerca di alzare la voce… anche perchè con una distribuzione più giusta delle frequenze (ogni canale permette la presenza di almeno sette programmi per ogni Mux) tutte le televisioni avrebbero potuto trovare il loro giusto spazio per trasmettere, con un’ ottima qualità.

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Enrico Buono
Direttore di Teleischia