Il dottor Rosario Porzio

SALUTE – Nel mondo variegato dei principi attivi antiossidanti o “scavengers” un posto d’onore è occupato dalla “curcuma” (uno degli ingredienti del curry), i cui effetti biologici chemiopreventivi (anticancro, antinvecchiamento e antistress) sono costantemente monitorati in studi importanti della medicina ayurvedica ma anche nelle più grandi università internazionali, da Harvard ad Oxford. Nelle Indie la curcuma ha il suo grande spazio da alcuni millenni. Dal punto di vista strettamente botanico la curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, piante perenni presenti per lo più nelle zone tropicali. La curcuma ha foglie discretamente lunghe ed ovali ed i suoi fiori sono raccolti in strutture a spiga. Il nome curcuma deriva da Kour Koum, che significa zafferano

“ZAFFERANO DELLE INDIE” –  Infatti la curcuma è chiamata anche “zafferano delle Indie”. I principi attivi della pianta sono contenuti nei rizomi, che si fanno bollire per diverse ore e poi posti in forni ove vengono essiccati. In seguito si ottiene una polvere giallo-arancio utilizzata per lo più come spezia nella cucina del Sud Asiatico e anche come colorante. La curcuma contiene una grande quantità di principi attivi, il più noto e’ la curcumina,spesso oggetto di studio come potenziale molecola anti-leucemia e anti-cancro soprattutto se associata agli isotiocianati (sulforafano) dei broccoli e cavolfiori.

AZIONE SU SISTEMA IMMUNITARIO –  Un recentissimo studio del Linus Pauling Institute dell’Oregon State University (Usa) e dell’Università di Copenaghen in Danimarca, il cui report è stato pubblicato sul “Journal of Nutritional Biochemistry” ha messo nuovamente in risalto la curcumina. La sostanza infatti riuscirebbe ad agire sul sistema immunitario grazie allo stimolo della catelicidina (nota come Camp, cathelicidin antimicrobial peptide), una proteina dalle caratteristiche antimicrobiche, antivirali ed antimicotiche, presente nel sistema immunitario umano che la curcumina riuscirebbe così a potenziare fino a tre volte.

PROTEZIONE DA INFEZIONI – «Questa ricerca getta nuova luce per la regolazione dell’espressione genica di Camp, – sottolinea Adrian Gombart, professore associato di biochimica e biofisica del Linus Pauling Institute. – È stato interessante, oltre che sorprendente, scoprire quello che la curcumina può fare. Potrebbe fornire uno strumento per sviluppare terapie mediche.La curcumina viene generalmente consumata nella dieta a livelli piuttosto bassi. Tuttavia, è possibile che un consumo costante nel tempo aiuti a proteggere contro le infezioni, in particolare dello stomaco e del tratto intestinale»; io aggiungerei che potrebbe offrire anche una valida prevenzione contro molte malattie degenerative, cancro incluso. Consiglio così l’assunzione di un integratore in capsule di curcuma, estratto standardizzato fino al 95% di curcuminoidi o curcumina, e di assumerne fino a 1200 mg al giorno (2 o 3 capsule).

DOTTOR ROSARIO PORZIO