La palazzina bruciata

POZZUOLI –  Era da poco passata l’una di notte di quel maledetto 17 marzo 2011 quando le fiamme iniziarono ad avvolgere la palazzina al civico numero 90 di via Domitiana a Pozzuoli. In poche ore  bruciarono 14 appartamenti, camion, automobili, motorini e un intero deposito di mobili. Sessanta persone rischiarono di morire carbonizzate, una carneficina appena sfiorata ma che  provocò milioni di euro di danni e l’incubo per 14 famiglie che persero tutto.

ANCORA NESSUN COLPEVOLE –   Per l’attentato al deposito della Cacciapuoti Arredo Design ancora non c’è un colpevole, forse nemmeno il movente: due uomini e un’auto furono ripresi mentre cospargevano di liquido infiammabile il deposito prima di dare tutto alle fiamme. A terra lasciarono anche le tracce, due latte di benzina. Il titolare Carmine Cacciapuoti stragiura di non aver mai subito alcuna intimidazione né richiesta estorsiva: un alone di mistero sembra avvolgere il caso. Intanto dopo oltre 10 mesi da quella drammatica notte a seguito del dissequestro sono iniziati i lavori di recupero della struttura. Eseguiti i collaudi, sono in corso i lavori di rifacimento della facciata e il rinforzamento dei pilastri, incapsulati con fibre di carbonio. Successivamente si passerà al rafforzamento dei solai.

I lavori alla palazzina

La palazzina nonostante il grande danneggiamento subito, dal punto di vista strutturale ha retto bene consentendone il recupero. I lavori di ristrutturazione  vengono eseguiti dalla “Steflin Immobiliare”, l’azienda proprietaria di 12 delle 14 abitazioni andate distrutte. A quanto pare la società immobiliare avrebbe ricevuto una trance di circa 500mila euro grazie alla polizza di assicurazione a copertura dell’edificio. Secondo una stima i lavori potrebbero terminare nei prossimi 7-8 mesi dopodiché tutti i condomini (ai quali è stato “congelato” il contratto di fitto) potranno rientrare nelle proprie case. Quattordici nuclei familiari che da quel giorno dopo l’iniziale sistemazione negli alberghi offerta dal comune di Pozzuoli resta alloggiati in altre abitazioni prese momentaneamente in affitto o a casa di parenti e amici.

NESSUNA SOLIDARIETA’ –  Una storia triste che lascia un pizzico di amarezza anche per l’epilogo, come tiene a testimoniare il titolare del mobilificio “Cacciapuoti Arredo Design”: «Purtroppo per queste persone non c’è stato alcun indennizzo economico, né hanno ricevuto alcuna donazione. Era stata messa in campo una campagna di solidarietà ma purtroppo non è arrivato nemmeno un euro. – denuncia Carmine Cacciapuoti –Quanto alla mia azienda non ci siamo mai fermati e tra mille difficoltà stiamo riuscendo comunque a rimanere aperti. Speriamo che al più presto chi ha provocato questa tragedia venga assicurato alla giustizia»

GENNARO DEL GIUDICE
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