Un treno della Sepsa

QUARTO – Riceviamo e pubblichiamo il racconto di un passeggero della Sepsa costretto a scendere da un treno lungo la linea Circumflegrea e a raggiungere la stazione di destinazione a piedi. Dopo lo stop del mezzo, pare a causa di un’avaria, il viaggiatore (che era in compagnia della moglie e del figlio di appena 1) si è visto rispondere in malo modo da un addetto alla stazione di La Trencia.

 

LA DENUNCIA – Come ormai consuetudine da circa 32 anni, abitando a Quarto, ritorno la sera con la Circumflegrea, ad onor del vero, la linea Circumflegrea non mi pare di averla mai vista nè puntuale nè affidabile, ma diciamo che potendo fare a meno della puntualità risulta tollerabile, ma quanto accaduto stasera circa alle ore 20,50 nella stazione di Trencia ha a dir poco dell’incredibile.

Arriviamo nella predetta stazione, ed il treno dopo aver fatto defluire i passeggeri non riparte, mi accorgo subito che qualche cosa non va bene, difatti dopo pochi minuti vedo scendere bardati di tutto punto i vigili del fuoco, mi reco dal capotreno il quale educatamente dopo aver deciso di comune accordo con il caposquadra dei vigili del fuoco ci invita a recarci presso la biglietteria dove ci avrebbero comunicato in che modo avremmo raggiunto la stazione successiva.

 Mi reco alla biglietteria e vengo malamente accolto da un energumeno che trincerandosi dietro il cristallo della biglietteria alla mia educata richiesta di informazioni mi risponde testualmente «Non sono cazzi miei a Pianura ci arrivate come volete». Faccio presente al personaggio di cui sopra che la risposta non è adeguata alla mia domanda e che il titolo di viaggio in mio possesso è un regolare contratto con la società SEPSA, per cui la stessa oltre a garantirmi il raggiungimento della destinazione nei tempi e modi indicati dal regolare orario affisso pubblicamente in ogni stazione, dovrebbe anche tutelarmi in caso di incidenti possibili essendo tutta la linea obsoleta personale compreso. Insisto con modi urbani e lo stesso allontanandosi insiste liquidandomi «fate quel cazzo che volete»

 Che tristezza ad onor del vero da vecchio viaggiatore ho sempre notato un certo lassismo da parte del personale, forse non abituato ad operare in contesti di educazione e civiltà reciproca…..Ma sarebbe opportuno ricordare al personale viaggiante che i soldi dei biglietti anche se in minima parte contribuiscono alla formazione del loro giusto e in qualche caso meritato stipendio….chi legge ricorderà che negli anni passati sovente si è reso necessario l’intervento delle autorità di polizia per sedare rivolte da parte dei viaggiatori insoddisfatti del servizio e del personale stesso……

Faccio presente che non ero solo ma in compagnia di mia moglie e di nostro figlio di 12 mesi, per cui sempre per quieto vivere mi prendo il passeggino e mi faccio a piedi fino a Pianura dove incontro il treno che poi prosegue per Quarto, dove arriviamo circa alle 21,50…….Mi rendo conto che di lamentele ne avete molte ma almeno quando assumete il personale insegnategli le normali regole di convivenza civile, non sapendo mai chi hai di fronte……..è opportuno regolarsi a volte un vetro non basta a proteggerti……

 

LETTERA FIRMATA