Nicola Parente insieme a Ornella Muti

Pozzuoli sostiene Nicola Parente (in foto con Ornella Muti, Rosario Porzio di profilo e il puteolano Mimmo Albino), artista sottile e colto attraverso Rosario Porzio. Parente nasce a San Ferdinando il 3 Febbraio 1949. Sin da piccolo coltiva l’hobby della scrittura, che diverrà, in seguito, la sua più grande passione. Autore di libri di poesia in vernacolo sanferdinandese e opere teatrali è stato il primo a scrivere nel locale dialetto. E’ sposato ed orgoglioso padre di due figli. Tra le sue opere ricordiamo “T’arrecurd” (1982), commedia scritta a quattro mani con il compianto Salvatore Piazzolla; il libro “Confraternita Maria SS. del Carmine” (1987); la commedia “U fedanzament”(1993); la raccolta poetica in vernacolo sanferdinandese “T’arrecurd” (1996).

 

Salve signor Parente, ci spieghi come e quando è sorta la sua passione per la poesia e per la scrittura in genere…

Sin dagli anni 60, in età giovanile, assistevo alla declamazione dei madrigali durante le feste delle matricole, in questi componimenti scritti in italiano maccheronico si parlava di fatti e personaggi del paese. Comincio così anch’io a scrivere madrigali, sino al mio incontro con Salvatore Piazzolla, storico e scrittore mio concittadino (ormai defunto) che mi inizia al mondo della scrittura. Nascono così la raccolta poetica “U paiése méie” e la commedia in vernacolo “T’arrecurd” rappresentata per la prima volta il 12 dicembre 1982 nella cripta della Chiesa Madre, cui fanno seguito numerose altre opere sia in prosa che in versi come “Tend ne val u’ pajes nust” “A vecchie ce se le va tenalle”.

 

Qual è stata, tra le sue opere, quella che l’ha impegnata di più? E qual è quella a cui tiene maggiormente?

Sicuramente, l’opera che mi ha impegnato di più, ed anche quella a cui sono più particolarmente affezionato è “San Ferdinando di Puglia. Un paese in evoluzione”, saggio storico sulla città di San Ferdinando di Puglia, scritto a quattro mani con l’amico dottor Pietro Lopopolo, contenente, tra l’altro, un dvd che raccoglie le tradizioni pasquali sanferdinandesi ormai scomparse.

 

Il suo ultimo libro di poesie l’ha intitolato “Ultimo atto”, un titolo questo che non passa di certo inosservato – e che, oserei dire, inquieta l’affezionato lettore – quali sono le ragioni di questa scelta?

Si, dopo una lunga “carriera” di scrittore e poeta (titolo che non ho mai voluto io ma che mi hanno dato i miei concittadini) un esimio professore qualche tempo fa mi ha detto che “dovevo andare a zappare la terra”, e che non avrei dovuto mettermi a fare il “professore”, per questo ho deciso di ritirarmi dalla scena della cultura sanferdinandese; del resto ho scritto abbastanza ottenendo parecchie soddisfazioni dalla mia attività letteraria (classificandomi anche al primo posto in un concorso letterario tenutosi a Cislago (Varese) con la poesia “Preghiera a Dio nostro Padre”) per cui credo sia giunta l’ora di smettere e di lasciare il campo ad altri più giovani.

 

Appunto, i giovani. Cosa si sente di dire ai giovani – sanferdinandesi e non – che vogliono intraprendere una strada lavorativa, in questo periodo di crisi economica e sociale?

Ai giovani dico di inventarsi un lavoro, perché il lavoro (specialmente quello “fisso”) non c’è. Allo studente dico di non abbandonare gli studi (vedi me che senza diploma o laurea sono stato oggetto di critiche).

 

Come abbiamo ricordato poc’anzi lei ha dedicato un libro alla nostra laboriosa cittadina dal titolo “San Ferdinando di Puglia. Un paese in evoluzione”: ad oggi è ancora convinto che il nostro sia un “paese in evoluzione”?

Sì, nel lavoro siamo ancora un paese in evoluzione, forse più dei paesi limitrofi, anche se agli occhi dei cittadini questa evoluzione non si vede, forse perché spesso il produttore pur affannandosi di lavoro non vede i suoi frutti. Devo dirle inoltre che sin da bambino ho vissuto in un paese con gente tranquilla con molta familiarità, ma con questa “evoluzione” un pò di tranquillità si è persa…ma tutto fa parte del progresso…

 

Quali sono stati gli autori, poeti o scrittori, che l’hanno particolarmente ispirata nella sua attività letteraria?

 C’èstata una professoressa di Canosa che mi ha accostato a Giovanni Pascoli, autore che stimo tantissimo, altri miei poeti preferiti sono Carducci, Eduardo De Filippo e Totò.

 

Ringraziamo il signorParente per il tempo e la dedizione concessaci, e speriamo ci pensi un pò prima di abbandonare la cultura sanferdinandese, perché in paese tutti la conoscono, e le sue commedie e poesie sono molto gradite.

Ci penserò. Tuttavia vi dico in anteprima che ho riservato un’ultima sorpresa per i sanferdinandesi, un calendario con miei componimenti, che uscirà a breve. Grazie a voi. Alla prossima!

 

GIOVANNI BALDUCCI