POZZUOLI – Ogni giorno, per 40 lunghi anni, è stato il primo ad arrivare e l’ultimo a lasciare l’istituto. Più che un lavoro per Procolo Riccio fare il bidello è stata una “missione”, che nasceva dall’amore smisurato verso i bambini e una scuola che da sempre è stata la sua seconda casa. E il 14 settembre, quando alla riapertura dell’anno scolastico ha suonato per l’ultima volta la campanella dell’istituto Oriani-Diaz di Licola, in tanti hanno avuto le lacrime agli occhi.

SEMPRE PRESENTE – Procolo Riccio, 67 anni, puteolano, è andato in pensione il 1 settembre scorso. E lo ha fatto con numeri da “record”: in 40 anni è stato praticamente sempre presente, eccetto in un’occasione che egli stesso ricorda con il sorriso: «Una volta mi diedero una settimana di malattia, ma io non ce la feci e tornai dopo due giorni». Procolo nella scuola di Licola, terra di frontiera e quartiere a rischio, ha vissuto tre generazioni di studenti e visto crescere migliaia di ragazzini e ragazzine. «Alcune sono diventate anche professoresse, altre addirittura nonne. Ma io le ricordo ancora quando venivano a scuola con lo zainetto dietro le spalle. I momenti più belli? Le gite con i ragazzi, ci divertivamo tantissimo. Per me questa scuola è stata la mia seconda casa e come tale l’ho vissuta e curata. Cosa farò adesso? Non lo so, l’unica cosa che posso dire è che mi manca già» racconta Procolo con un pizzico di tristezza mentre sente suonare la campanella. Ha gli occhi lucidi, ma sempre il sorriso sulle labbra. Lo stesso che per 40 lunghi anni ha accolto, ogni giorno, tre generazioni di studenti.