Per il nostro lettore sulla vicenda "Parco dell'Amore" il sindaco di Pozzuoli ha usato il "cartellino rosso"

MESSAGGIO:

Egregio direttore vorrei, ancora una volta ,approfittare per qualche riflessione circa l’oggetto :

Secondo me il Sindaco si starà pentendo amaramente per aver messo in piedi , da un pò di tempo, questa pur lodevole iniziativa di “parlare” ai cittadini mediante il Suo giornale. Avrebbe fatto meglio, come i Suoi predecessori, (anche se sono tempi mediatici diversi), che non rispondevano neanche alle interpellanze consiliari, figuriamoci a istanze che, pur nascendo legittimamente, mettono in seria difficoltà per le loro problematiche e a volte controverse ipotesi di soluzioni? Io direi di no.

Laddove può nascere un confronto di idee, una vivace dialettica scevra da qualsiasi “armatura ideologica”, con il solo ed unico obiettivo di migliorare le condizioni di vita della città, ma sempre con il rispetto dei ruoli e delle responsabilità e senza scendere in gratuite e inutili considerazioni che tradiscono solamente una genetica predisposizione al sempre e comunque “contro” . Un primo cittadino è l’amministratore di tutta la comunità e quindi deve trovare, se possibile, le idonee soluzioni maggiormente condivise; altrimenti, come all’arbitro di calcio, spetta a lui l’ultima decisione ( è il suo ruolo!) e, senza la confutazione serale della “moviola” , sarà solo il tempo a giudicare.

Immagino che, certamente, nella fattispecie avrà avuto rimostranze, proteste da parte dei cittadini che abitano in zona in aggiunta a quelle “a voce alta” delle autorità ecclesiastiche. Quindi, sempre per usare una metafora calcistica, il nostro, ha usato troppo frettolosamente il “cartellino rosso”, senza considerare che si sta giocando, sul territorio , un campionato falsato da anni , con terreni di gioco irregolari e senza autorizzazioni, con compiacenti dirigenti federali ; accordi tra giocatori , camuffando una inesistente rivalità e una classe arbitrale (per usare un eufemismo!) atavicamete impreparata ; l’unico soggetto attaccato ancora un pò alla “bandiera” ( terra ) è il tifoso – cittadino ; ma anch’esso, a volte, si dà ad intemperanze gratuite, se non addirittura a sconsiderate e manovrate invasioni di campo. Tornando al tema, personalmente, avrei optato per una decisione un pò più laica e meno drastica, cercando temporanee soluzioni per evitare l’immediata chiusura ; avrei pensato più da genitore e non l’avrei considerato solamente come un luogo ove si consumano momenti di intimità, ma come un posto più sicuro e meno pericoloso degli intorno-lago o desolate stradine di periferia.

Capisco che comunque rappresenta una “novità” sul territorio locale e non molto diffuso su quello nazionale; difatti è notizia di questi giorni che il Consiglio Regionale – se non sbaglio- sta approntando un disegno di legge che regoli la materia .

Detto questo, però, mi sembrano un pò forzati, prevenuti quei commenti alquanto sarcastici. Si è ricordato un incidente mortale di qualche anno addietro per la caduta di un pino (ma non era un’altra amministrazione, fortunatamente di breve durata?) ; Ancora, un non felice ricordo scolastico ha scatenato una grossa risata ; chissà che irrefrenabile minzione, quando ha ascoltata l’allora ministro per la istruzione che con grande enfasi parlava del grande successo della costruzione del tunnel da Ginevra al Gran Sasso che aveva consentito ai neutrini di arrivare “in tempi da record” ?!?!; oppure quando il cav. voleva fare cortese ma improbabile visita al padre dei fratelli Cervi, uccisi durante il periodo fascista!, (non ho approfondite conoscenze dei loro studi , ma mi sembra che quest’ultimi siano laureati !!).

Grazie dell’ospitalità

 

Paolo