L'ordinanza del GIP

POZZUOLI –  Un attacco alla libertà di stampa. Un tentativo di nascondere all’opinione pubblica la notizia di un abuso edilizio perpetrato in un angolo di Paradiso quale è il Lago Lucrino di Pozzuoli. L’imprenditore puteolano Mario Cutolo ci ha provato: voleva zittire, “punire” il nostro giornale per aver riportato quella ”antipatica” notizia divulgata a tutti gli organi di informazione dalla sala stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri. Ma non ci è riuscito. Il 6 dicembre, il GIP di Napoli ha scagionato “Cronaca Flegrea” e il suo direttore Gennaro Del Giudice dall’accusa di “diffamazione a mezzo stampa”.

NOTIZIA VERA – “La notizia riportata dalla testata dell’indagato risulta vera, come emerge dalla CNR dei CC di Pozzuoli e dal verbale di sequestro del 27.1.2012, ove si legge che Cutolo Mario aveva “realizzato” gli immobili abusivi: ciò evidenzia la correttezza della notizia riportata nelle forme dell’aver “accertato” i Carabinieri l’abuso edilizio”– si legge nell’ordinanza emessa dal GIP della 27esima sezione Francesco Cananzi che ha “smontato” l’impianto accusatorio di Cutolo confermando, ove ce ne fosse bisogno, la veridicità del reato commesso dallo stesso – Nel testo dell’articolo – si legge ancora – non si rileva alcuna violazione alle “regole” di continenza e di rilievo pubblico (dato il luogo e l’ampiezza dell’abuso), tanto più che neanche viene indicato il nome dell’indagato Cutolo che, a dire il vero, ben poteva essere indicato (per cui il tema della riconoscibilità o meno del Cutolo non ha rilievo alcuno); il successivo dissequestro non rende diffamatoria la notizia dell’ “accertamento” che, comunque, in quel momento era stato compiuto – nell’esercizio delle funzioni – dai militari dell’Arma”. Motivazioni che lasciano pochi dubbi e che sottolineano l’infondatezza della denuncia. «Un’ordinanza che farà giurisprudenza a Pozzuoli» hanno commentato gli avvocati Lorenzo Sozio e Gennaro Maione. Particolare di non poco conto è che la notizia dell’abuso edilizio perpetrato da Cutolo all’indomani della vicenda fu riportata da altri 3 giornali cartacei ma nonostante ciò l’imprenditore decise di “punire” solo “Cronaca Flegrea”. Perché?

La seconda parte del testo del GIP

LA DIATRIBA –  Nasce a seguito di un’operazione condotta il 27 gennaio del 2012 dai militari dell’aliquota radiomobile di Pozzuoli che si concluse con una denuncia in stato di libertà per abusivismo edilizio di un imprenditore 58enne del luogo, identificato nella persona di Mario Cutolo. I militari quel giorno accertarono che l’uomo su un’area demaniale di 4200 metri quadrati a ridosso del lago Lucrino, affidatagli in concessione per attività equestri, aveva realizzato, abusivamente, 3 manufatti indipendenti ed abitati, di cui due di 230 metri quadrati ed uno di 120 metri quadrati. Quell’imprenditore, il cui nome era stato omesso sia dal comunicato, sia dal nostro giornale, letta la notizia aveva deciso di “farcela pagare” presentando, attraverso il proprio avvocato, una denuncia per “diffamazione” nei confronti di “Cronaca Flegrea” e chiedendo il processo per direttissima ( e dunque l’arresto immediato) per il Direttore Responsabile Gennaro Del Giudice.

OPPOSIZIONE DA PARTE DEL PM – Richiesta alla quale il PM si opponeva chiedendone l’archiviazione. Ma nonostante ciò, l’imprenditore Mario Cutolo andava avanti opponendosi a sua volta alla richiesta del Pubblico Ministero: per lui e per il suo avvocato “Cronaca Flegrea”, nel riportare una notizia vera, un fatto storico, aveva diffamato e dunque andava “punita”. Pertanto, il 5 dicembre scorso il GIP convocava le parti in camera di consiglio dove l’avvocato di Cutolo rincarava la dose continuando ad affermare che il giornale aveva riportato una “notizia falsa”. Accuse alle quali rispondevano gli avvocati Lorenzo Sozio e Gennaro Maione, che smontavano punto per punto l’accusa con sentenze della Cassazione e con una puntuale memoria difensiva tenuta in considerazione dal GIP nell’ordinanza di archiviazione.

IL TESTO DELL’ORDINANZA DEL GIP –  Il Giudice per le Indagini Preliminari letta la richiesta di archiviazione del PM nel procedimento n.20569/12 RGNR;  letto l’atto di opposizione di Cutolo Mario e la memoria difensiva di Del Giudice Gennaro; sentite le parti all’ udienza camerale, ex art. 409 cpp; sciogliendo le riserve; ricevuto: che deve condividere la richiesta di archiviazione del PM – qui da intendersi riprodotta – in quanto la notizia riportata dalla testata dell’indagato risulta vera, come emerge dalla CNR dei CC di Pozzuoli e dal verbale di sequestro del 27.1.2012, ove si legge che Cutolo Mario aveva “realizzato” gli immobili abusivi: ciò evidenzia la correttezza della notizia riportata nelle forme dell’aver “accertato” i Carabinieri l’abuso edilizio;   Nel testo dell’articolo non si rileva alcuna violazione alle “regole” di continenza e di rilievo pubblico (dato il luogo e l’ampiezza dell’abuso), tanto più che neanche viene indicato il nome dell’indagato Cutolo che, a dire il vero, ben poteva essere indicato (per cui il tema della riconoscibilità o meno del Cutolo non ha rilievo alcuno); il successivo dissequestro non rende diffamatoria la notizia dell’ “accertamento” che, comunque, in quel momento era stato compiuto – nell’esercizio delle funzioni – dai militari dell’Arma; Che il tema del rito scelto, a ben vedere, non rileva, in quanto l’infondatezza della notizia di reato per diffamazione   giustifica e impone la richiesta di archiviazione, per altro non dovendo il PM ricorrere alle indagini – nel caso di specie eseguite e risultate risolutive – per la necessità di procedere con il rito direttissimo; Fatte proprie le osservazioni del PM; Per questi Motivi, dispone l’archiviazione del procedimento.