Un manifesto comunale affisso selvaggiamente in via Cosenza

POZZUOLI – Un comune che “predica bene e razzola male”. Questo il proverbio più idoneo a descrivere il pensiero di molti cittadini che in questi giorni hanno visto affisso in città un avviso comunale. Proverbio non certo ispirato dal contenuto dell’avviso ma dal modo “selvaggio” con cui questo è stato affisso in più parti della città. Manifesto che annuncia che nei prossimi giorni verranno effettuati dei lavori di manutenzione e spurgo della rete fognaria, lavori straordinari disposti all’indomani degli allagamenti causati dall’ultimo temporale. Affissioni che hanno lasciato molti cittadini perplessi quando ai loro occhi si sono presentati manifesti di circa un metro e mezzo per un metro affissi sulle mura di palazzi, vicino ai portoni di condomini e accanto alle vetrine di numerosi negozi tanto da scatenare in alcuni casi la reazione di strapparli. L’effetto? Esattamente quello contrario, dopo lo strappo (come la foto di sotto dimostra) sono rimasti parti di carta affissi e le macchie lasciate dalla colla.

Manifesto strappato da un residente in via Roma

COMUNE RECIDIVO – Ma questo modo “bizarrro” di avvisare la cittadinanza non è nuovo. Infatti già alcuni mesi fa per dei lavori al manto stradale di via Ragnisco, la popolazione residente fu avvisata attraverso l’affissione di decine di piccoli manifesti recanti l’avviso di interruzione della fornitura idrica. Manifesti affissi nei posti più disparati e che in alcuni punti sono ancora presenti nonostante siano trascorsi mesi. Mentre in altri punti hanno lasciato l’intonaco rovinato dalla colla.

NON CI SONO SPAZI IDONEI – Ma al di là delle conseguenze sul decoro urbano questa affissione “selvaggia” ad opera dello stesso servizio affissione del comune pone l’attenzione su due questioni fondamentali. La prima è che a Pozzuoli , ed in particolar modo nel centro storico, non ci sono spazi adibiti alla comunicazione istituzionale. Infatti di bacheche o pannelli nemmeno l’ombra, non sorprende quindi vedere gli avvisi ufficiali affissi tra decine di manifesti abusivi a scopi commerciali, mandando in confusione il cittadino. La seconda questione riguarda l’esempio che lo stesso comune offre a chi ha intenzione di affiggere abusivamente evadendo la relativa tassa di affissione e attaccandoli nei posti più disparati senza rispettare il minimo decoro urbano. Infatti quanto credibile può essere un servizio comunale che prontamente (soprattutto in tempo di campagna elettorale quando la città è invasa da manifesti non autorizzati) individua e punisce i manifesti illegali coprendoli con un manifesto più piccolo recante la scritta “Questo manifesto è abusivo”, se poi è proprio lo stesso organo controllore ad affiggere selvaggiamente gli avvisi istituzionali del comune che rappresenta?

ALESSIO GAMBARDELLA