Due LSU addetti alla sosta

POZZUOLI – Sono 240 gli LSU in forza al Comune di Pozzuoli, 240 unità che “pesano” sulle casse dell’ente. In tutto 240 ore lavorative al giorno, dato che la giornata lavorativa dei socialmente utili è pagata quasi interamente dall’Inps ad eccezione di una sola, a carico del Comune.Insomma, facendo due conti, per il costo di 40 dipendenti Pozzuoli ne ha 240 a disposizione. Un vero “affare ” quindi. Ma allo stesso tempo, tanta forza lavoro costituisce anche un patrimonio che va valorizzato al meglio che se ben sfruttato potrebbe aiutare la città a crescere e migliorare le varie criticità.

 

MOLTE PERPLESSITA’ – Dai dati in nostro possesso siamo quindi riusciti a capire la collocazione di 171 dei 240 LSU: 79 sono a disposizione dell’igiene urbana, 72 sono addetti ai parcheggi, 12 al provveditorato (scuole), 7 ai giardini ed 1 al patrimonio. Una distribuzione che fa sorgere diversi spunti spunti di riflessione: con 79 addetti all’igiene urbana, più tutti i dipendenti comunali dell’ufficio UOC la città dovrebbe splendere come una bomboniera.  Ma, invece, i risultati non certo soddisfacenti, sono sotto l’occhio di tutti.  Quali i motivi? I più svariati. In primo luogo un basso controllo da parte dell’apparato comunale e secondariamente un’età elevata degli LSU che ne impedisce il massimo rendimento.

Esempi di giardini trascurati nelle periferie

MOLTI ADDETTI ALLA SOSTA – Pare spropositato il numero di addetti alla sosta, 72 unità per controllare i “grattini” sono una esageratezza, anche perché il loro ruolo è di solo controllo, non sono ausiliari del traffico ma bensì meri controllori, come occhi in più dei vigili urbani che restano gli unici veri responsabili della sosta e della circolazione. Una cifra ancora più spropositata se si pensa che al servizio giardini gli LSU addetti ne sono solo 7. Il verde puteolano, specie nelle aree di Monterusciello, Toiano e Licola è in uno stato pietoso proprio per colpa dell’esiguità del personale comunale, quindi l’incremento del settore con gli LSU potrebbe essere vitale.

LA RICOLLOCAZIONE – Occorrerebbe quindi una immediata riorganizzazione degli LSU, che possono e devono essere un patrimonio per il Comune e non certo un peso. La ricollocazione non sarà cosa facile, spostare decine di unità da un settore all’altro potrebbe creare non poche tensioni tra gli LSU ed il Comune. Tensioni o meno però la ricollocazione funzionale degli LSU è una necessità vitale per la città. Va fatta infine un’ulteriore considerazione: molto spesso nell’immaginario collettivo il lavoratore socialmente utile è uno stato non lavorativo ma assistenziale, anche questa è una inversione che bisogna mettere in campo, soprattutto per dare dignità ad un patrimonio che appartiene a tutta la città.

ANGELO GRECO