La residenza universitaria di via Rosini

POZZUOLI – Problema endemico per molti studenti universitari fuori sede è quello delle residenze. Situazione questa che comporta per loro un aggravio non solo dal punto di vista logistico, dato che molte volte sono costretti a scegliere abitazioni lontane dalla sede dei corsi, ma anche da quello economico. Infatti, proprio la bassa offerta di alloggi da parte delle università fa si che molti proprietari di appartamenti approfittino della situazione per spillare ai malcapitati studenti delle cifre fuori mercato e talvolta anche come accertato da indagini della Guardia di Finanza a “nero”. Una soluzione a parte di questa problematica, di cui non tutti forse sono a conoscenza,  si trova proprio a Pozzuoli e più precisamente in via Carlo Rosini, in prossimità degli uffici dell’Agenzia dell’Entrate, dove l’ex-educandato femminile è stato ristrutturato da alcuni anni per essere adibito a residenza universitaria.

L'assessore regionale ed ex-rettore della Federico II, Guido Trombetti

IL PROTOCOLLO D’INTESA – Risalente al 2006 vedeva coinvolti la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia quale proprietario della struttura, la Regione Campania, il Comune di Pozzuoli, la Sovrintendenza ai beni culturali di Napoli e Caserta e l’Università di Napoli Federico II. Proprio a quest’ultima spetteranno i 300 posti letto creati ristrutturando l’immobile. Location questa, ubicata su quattro piani è dotata di diverse funzionalità come la biblioteca, la sala audio e musica, le cucine ed un solarium, il tutto ottenuto grazie ad un project financing che ha avuto come soggetti interessati gli stessi enti aderenti al protocollo. Definito all’epoca anche l’accordo sull’esborso che la Regione Campania dovrà poi corrispondere per l’utilizzo della struttura alla Fondazione. In particolare ogni posto letto costerà 390 euro al mese per un esborso complessino che si avvicina al milione e mezzo di euro, introiti che saranno comunque reinvestiti per fini sociali.

STRUTTURA PRONTA PER L’USO? – Così si direbbe, anche se come molte volte accade sul nostro territorio, non per ultimo il caso del parcheggio multipiano dei Gerolomini dove in sede di collaudo sono stati accertati dei problemi di agibilità, molte opere concluse rimangono chiuse e di conseguenza abbandonate. A tal riguardo in merito ai ritardi relativi all’apertura della struttura, le ultime dichiarazioni “istituzionali” risalgono ormai a più di due anni fa, quando nelle vesti di sindaco c’era l’attuale consigliere regionale Pasquale Giacobbe. In quell’occasione Giacobbe attribuì la colpa dei ritardi alla sovrintendenza, che ha la tutela sull’intera area. Rallentamenti che potrebbero essere collegati con l’intenzione, prevista nell’ambito del progetto, di creare in aggiunta ad un museo posto al  primo piano dell’edificio anche un percorso archeologico nel cortile antistante l’edificio, grazie alla presenza di un ninfeo di età romana ritrovato durante gli scavi. Dalla data prevista per l’inaugurazione sono passati ormai quattro anni, conditi da poche parole e  da molti silenzi. Sarebbe dunque opportuno che l’amministrazione comunale di Pozzuoli insieme a tutti gli enti preposti, si faccia carico di questa importante questione, in primis per non vedere un’altra opera “compiuta-incompiuta”, poi per permettere ai tanti ragazzi e ragazze di poter beneficiare di un pieno diritto allo studio in un epoca caratterizzata da moltissimi tagli e senza contare infine l’indotto economico che si andrebbe a creare per la comunità puteolana.

GENNARO VOLPE