centro storico

BACOLI – I negozianti del centro storico, con l’inizio dei saldi estivi,  fanno il punto e chiedono una soluzione veloce e concreta sui problemi che affliggono il centro storico. “Ridare al centro storico di Bacoli un ruolo importante per renderlo appetibile” – è il messaggio che i commercianti intendono dare dopo la protesta dell’altro giorno al Comune.

“Il problemasecondo i negozianti –  è il decadimento dell’intera area del centro storico, che non è più percepito come centro commerciale naturale e cuore pulsante della città”. I commercianti del centro non sono più disposti ad attendere soluzioni che richiedano tempi lunghi prima di vedere la luce.
COSA FARE – Bisogna rendere, il centro  un luogo attrattivo. Fare marketing turistico significherebbe puntare l’attenzione sulle eccellenze dei territori e portare le particolarità in mostra nella città. Mostre, i percorsi enogastronomici mirati, come visite alle cantine, o alla storia dei centri abitati. La città dovrebbe diventare la biblioteca a cielo aperto del territorio che occupa.

DESERTO DOMENICALE – – Tutte le idee però si scontrano con un centro che la domenica rimane deserto e non accoglie degnamente neanche i turisti per mezza giornata. Anche se si tenta di far ombra sul problema delle saracinesche abbassate sventolando problemi maggiori, questa si rivela un elemento fondamentale invece anche secondo chi il turismo lo studia. “Ho constatato che l’apertura dei locali e negozi è un forte elemento d’attrazione per i turisti – sottolinea un docente universitario – Loro vanno dove ci sono luoghi aperti, di ritrovo e molte volte scelgono i luoghi dove andare proprio in base all’apertura degli esercizi. Dal 2005 io e i mie studenti analizziamo le abitudini delle masse turistiche che arrivano e il dato più significativo è che l’apertura dei negozi può cambiare le preferenze di spostamento di oltre il 32%, ed è una media, perché ci sono picchi anche più alti”.

ANALISI CENTRI STORICI – Dati alla mano che lasciano pochi dubbi sull’impatto che il deserto domenicale del paese può avere sui flussi stagionali di turisti. “Si deve fare attenzione poi a proporre iniziative belle perché, se il territorio non è ricettivo – avvisa Micozzi– queste rischiano di diventare un boomerang”. Altro elemento interessante che emerge dagli studi di Micozzi e che “nei test “al buio”, quelli dove le città non vengono riconosciute per il loro nome, bensì dalla loro descrizione, Bacoli e i Campi Flegrei, in generale, non risulta avere forti elementi caratterizzanti, bisogna quindi creare una scenografia della città che la valorizzi in modo distintivo. Ma in questi progetti – conclude il professore – vanno coinvolte sia l’amministrazione che le associazioni del territorio, perché la gestione dell’accoglienze in una città deve coinvolgere tutti i soggetti in causa”.


ENZO LUCCI
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