I botti sequestrati dalla Guardia di Finanza

POZZUOLI/GIUGLIANO – L’azione di contrasto della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli nei confronti dell’illegale produzione e vendita di fuochi d’artificio prende avvio con ampio anticipo. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro, a Giugliano in Campania, in un piazzale situato ai margini della via Circumvallazione esterna, due furgoni, apparentemente abbandonati, carichi di 3,3 tonnellate di manufatti esplosivi artigianali. Le attività investigative sono partite qualche giorno prima dal monitoraggio degli spostamenti di tale R.D. 42 anni residente a Melito di Napoli, soggetto pluripregiudicato per reati riguardanti la vendita di materiale esplodente.

LE INDAGINI E IL SEQUESTRO –  I pedinamenti del soggetto, impegnato diurnamente nell’attivita’ di raccolta degli ordinativi di fuochi d’artificio nell’area flegrea e nel giuglianese, ha consentito ai militari della Compagnia di Pozzuoli diretti dal Capitano Michele Ciarla, di individuare con esattezza il luogo di deposito dei manufatti esplosivi e di intervenire prima che gli stessi venissero piazzati sul mercato con gravissimo rischio per la pubblica incolumità. Nei due furgoni, utilizzati nella circostanza come estemporaneo deposito,  i finanzieri hanno scoperto l’esistenza di un micidiale quantitativo di fuochi d’artificio proibiti, sottoponendo a sequestro oltre 60mila manufatti, gran parte del tipo “artigianale” (rendini, cipolle, batterie da palo, etc.) del peso complessivo di 3.300 chilogrammi e del valore sul mercato di oltre 100mila euro.

Il furgone bloccato dalle Fiamme Gialle

BOTTI CHE AVREBBERO PROVOCATO EFFETTI DEVASTANTI –  Il quantitativo rinvenuto nei due automezzi era tale da poter innescare un’esplosione dalle conseguenze disastrose, tenuto conto che un ordigno di 50 grammi è in grado di staccare una mano e che uno da 200 grammi provoca nel terreno un cratere profondo ben 10 centimetri. Il responsabile, un soggetto rimasto lui stesso invalido ad una gamba per l’esplosione di un grosso petardo, è stato arrestato e recluso presso la casa circondariale di Poggioreale. Intanto proseguono a tappeto, su tutto il territorio del capoluogo partenopeo e della provincia, le indagini volte a disvelare fabbriche e depositi di esplosivi, finalizzate ad eliminare dal mercato ordigni capaci di causare gravi danni alle persone.