La zona dove l'uomo ha raccontato di aver visto precipitare l'ultraleggero (Foto di Stefano Erbaggio)

POZZUOLI –  Nessuna traccia del deltaplano nella Foresta di Cuma passata al setaccio e le ricerche che si sono fermate questa mattina.  Un caso che sembra tingersi di giallo visto che le ricerche del relitto e dell’eventuale pilota che, stando al racconto di un uomo, si trovava a bordo del velivolo non hanno ancora sortito nessun effetto. Con il passare delle ore infatti cresce la sensazione che l’allarme lanciato mercoledì pomeriggio sia stato infondato, che l’uomo abbia avuto una svista o che l’allarme sia stato uno scherzo di pessimo gusto.

VANE LE RICERCHE –  Carabinieri, uomini del corpo della Guardia Forestale e volontari della Protezione Civile per l’intera giornata di mercoledì e per tutta la mattinata di ieri hanno battuto palmo a palmo tutta l’area: dalla Foresta di Cuma alla spiaggia di Licola fino a Cuma ogni metro quadrato di terreno è stato setacciato ma dei resti del deltaplano e dell’uomo a bordo nessuna traccia. I carabinieri della stazione di Licola che hanno coordinato le ricerche hanno contattato tutte le piste di partenza per voli con deltaplano e parapendio senza trovare alcuna anomalia; così come nei brogliacci di  commissariati e stazioni non risulterebbe alcuna denuncia di scomparsa riconducibile ad un pilota di deltaplano.

NESSUNO HA VISTO NIENTE –   Indizi che con il passare delle ore stanno screditando il racconto dell’uomo che mercoledì pomeriggio intorno alle 16 in una telefonata fatta ai carabinieri ha raccontato di aver visto un piccolo ultraleggero precipitare tra la spiaggia e la boscaglia di Cuma. L’uomo a quell’ora si trovava nella zona degli stabilimenti balneari di Licola Mare, nei pressi della stazione della linea circumflegrea di Marina di Licola: con lui un’altra persona che stando al racconto non avrebbe però visto il velivolo cadere. Così come nessun altro residenti di Licola Borgo e Licola Mare avrebbe visto né volare né precipitare il mezzo.  Ma dopo l’allarme lanciato dall’uomo, come da protocollo si attivava la macchina dei soccorsi con decine di uomini e mezzi che circoscrivevano la zona setacciandola fino a notte fonda. L’uomo intanto rintracciato dai militari veniva ascoltato diverse volte rivelando indizi che in un primo momento rendevano il racconto alquanto attendibile. Per poi essere smentito con il passare delle ore, quando del deltaplano e dell’uomo non si trovava nessuna traccia.

GENNARO DEL GIUDICE
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