POZZUOLI – Quando i gestori dei lidi non potevano pagare le rate delle estorsioni il clan pretendeva la gestione dei parcheggi. E’ questa la soluzione trovata dal gruppo criminale dei fratelli Ferro, affiliato al clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli, per incassare soldi dagli stabilimenti balneari, in particolare quelli di Licola Mare. Un metodo applicato quando alla riscossione della rata la vittima non aveva liquidità.

Gustavo Troise, 38 anni, ritenuto affiliato ai Longobardi-Beneduce

IL RACCONTO – Somme che almeno in un’occasione furono riscosse da Gustavo Troise per conto dei fratelli Antonio e Andrea Ferro. A spiegare la soluzione “alternativa” è stato il collaboratore di giustizia Napoleone Del Sole che ha raccontato di aver accompagnato personalmente Troise presso gli stabilimenti balneari “perchè Nicola Palumbo non si fidava della parola data dai Ferro”. Episodio che testimonia anche l’alleanza temporanea tra i gruppi Ferro e Palumbo per la gestione degli affari illeciti nella città di Pozzuoli.

ESTORSIONI E DROGA – Tra i personaggi di spicco del clan, che si è mosso prima per conto dei Ferro per poi transitare nel gruppo di “Faccia Abbuffata”, c’è Gustavo Troise a cui erano affidati i compiti di estorsione e gestione della piazza di spaccio di Licola mare. Estorsioni che colpivano anche le ditte edili e che videro Gustavo Troise, insieme ad altri componenti del clan, a recarsi nei cantieri per bloccare i lavori ai fini di “individuare gli imprenditori sottoposti a estorsione dai fratelli Ferro per aver contezza delle somme dovute da costoro”. Infine sul capitolo droga ha parlato di Troise anche Ciro De Felice, altro collaboratore di giustizia raccontando che “Gestiva le piazze di spaccio per tutta Licola Mare”.