Da sinistra la prof.ssa Gribaudi, Maria Laura Longo e l'ass. Franco Fumo

POZZUOLI – “Ricordare è sempre appartenere”. Questa è la frase che meglio può sintetizzare il lavoro di tesi della giovane laureata puteolana Maria Laura Longo esposta ieri nel Polo Culturale di Pozzuoli in occasione del II incontro del seminario “Pozzuoli è cultura”. Insieme con lei ha partecipato la sua prof.ssa Gabriella Gribaudi docente di storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il titolo del lavoro svolto: “Rione Terra. L’evacuazione del 2 marzo 1970 nelle testimonianze dei cittadini di Pozzuoli”. Un argomento di grande rilevanza, oggi a 42 anni dallo sgombero coatto dell’antica acropoli puteolana.

EVENTO – Dopo il primo incontro di “Pozzuoli è cultura” tenuta dalla dottoressa Anna Grossi, ieri 15 novembre è stata la volta di Maria Laura Longo giovane laureata puteolana con il massimo del voti: 110 e lode. La ragazza, grazie all’aiuto della docente Gribaudi, ha illustrato in aula la storia della memoria degli abitanti del Rione Terra e dello sgombero del 2 marzo quando tutto avvenne in modo affrettato e centralistico. Ad introdurre l’argomento è stato l’assessore alla mobilità e ai beni culturali Franco Fumo che  ha ribadito dell’importanza del nuovo Polo Culturale Toledo da considerare come una casa per i giovani studenti flegrei. Grazie anche ad una serie di slide proiettate dal computer e da file audio che riproducevano le testimonianze di chi in prima persona aveva vissuto quel “maledetto” giorno, Maria Laura percorre la storia degli anni ‘70 della cittadina puteolana: dal primo articolo scritto da Eleonora Puntillo “Brucia la terra sotto Pozzuoli?” fino alla nascita del quartiere antisismico Toiano.

PRESENTI CITTADINI, STORICI ED EX CONSIGLIERI– Molti sono stati i cittadini, i curiosi, gli storici che hanno per anni trattato questo delicato argomento e anche qualche ex consigliere comunale di quel periodo che hanno affollato il Palazzo Toledo ieri pomeriggio. La tesi sviluppata da Maria Laura Longo è stata, alla fine della sua esposizione, spunto di una riflessione tra i presenti grazie ad un cospicuo intervento di alcuni di questi. Tra i primi l’ex consigliere del PCI puteolano Arturo Marzano che non volendo fare strumentalizzazione ma parla di un vero e proprio esproprio del Rione Terra. A questo non poteva mancare l’intervento di uno dei più importanti storici di Pozzuoli Raffaele Giamminelli che accusa la vocazione solo esclusivamente turistica di quello che dovrà essere in futuro la rocca, poi l’intervento di Enzo D’Oriano, geologo, che dice come l’evacuazione fosse stato dovuto a 2 interventi: ignoranza da parte della gente sul tema e interessi che da sempre avevano messo gli occhi su quell’area e infine quello del maestro Antonio Isabettini che ha lanciato una proposta: dare le abitazioni del Rione Terra alle giovani coppie puteolane; e quello del presidente dell’Iniziativa Dario Chiocca che ha ammonito dicendo che “Bisognerà evitare che fra 40 anni ci si potrà ritrovare come oggi dando voce a coloro che sono nei quartieri come Toiano e Monterusciello”. Il dibattito è ancora aperto come le ferite di quel giorno nonostante i 42 anni e poco più passati. Sarà una ferita sempre più aperta se il Rione Terra non inizierà a tornare ai suoi cittadini, per riviverla di nuovo.

MARIO ATTARDI

LE FOTO
[cronacaflegrea_slideshow]