I 5 candidati a sindaco

POZZUOLI –  Cinque candidati a sindaco, 13 liste, 293 candidati al consiglio comunale. A Pozzuoli riparte la sfida elettorale dopo 324 giorni dalle elezioni che proclamarono primo cittadino Agostino Magliulo, poi mandato a casa dopo appena 6 mesi e mezzo. Curioso particolare: 2 dei 5 candidati a sindaco provengono dal Partito Democratico ai quali si aggiunge Vincenzo Figliolia, che per la terza volta (la prima nel 2001) si presenta ai nastri di partenza con la coalizione di centrosinistra formata da PD, SEL, IDV, Verdi, UDC e la lista civica “Bene comune Figliolia Sindaco”.

VECCHI AMICI –  Dall’altra parte invece il vecchio “compagno” di partito, Filippo Monaco, oggi al PDL e che in questa tornata sarà appoggiato oltre che dal partito di Angelino Alfano anche da “Futuro e Libertà” e UDEUR, partito di Mastella che alle scorse elezioni era in coalizione proprio con Figliolia.  A concorrere alla poltrona di primo cittadino ci sarà anche un altro ex del PD, Espedito Fenocchio, che fino a un anno e mezzo fa è stato uno dei “pilastri” del Partito Democratico dal quale uscì per appoggiare Magliulo e che oggi, dopo il dietrofront di Alfonso Artiaco e il conseguente disfacimento del Quarto Polo, correrà con la civica “Uniti per la Libertà”. Infine, per la seconda volta consecutiva tenteranno la “scalata” alla casa comunale Emanuele Zanni che correrà insieme alla Federazione della Sinistra e alla lista civica “Per il bene comune”; e Daniele Thomas Alessi, appoggiato dal “Movimento 5 stelle” di Beppe Grillo.

L'ex sindaco Agostino Magliulo

FUORI MAGLIULO –  Il prossimo 7 maggio Pozzuoli uscirà da 6 mesi di commissariamento che sommati ai precedenti totalizzano ben 4 anni e mezzo negli ultimi 7. Alla griglia di partenza, ufficializzata dopo la presentazione delle liste oggi alle 12 si è arrivati dopo diversi colpi di scena. L’ultimo, in ordine di tempo, è rappresentato dalla “ritirata” di Alfonso Artiaco, uscito dal PD per aggregare a sé forze nuove al di là dei partiti ma poi ritiratosi dopo appena 3 giorni dall’ufficializzazione della sua candidatura spiazzando l’ex sindaco Agostino Magliulo rimasto fuori dai giochi e i 6 ex consiglieri del PDL protagonisti di una vera e propria diaspora. Ma gli ultimi giorni hanno registrato anche il passaggio dell’UDC di Casini dal centrodestra al centrosinistra di Vincenzo Figliolia che rispetto alle scorse elezioni ha mantenuto la stessa squadra perdendo l’UDEUR (che conseguì 1239 voti) ma guadagnando appunto la presenza dell’Unione di Centro (3142 voti alle scorse elezioni).

IL “CASO” TOZZI –  Figliolia che a questo punto sembra nettamente favorito per la vittoria finale che, numeri alla mano, potrebbe arrivare anche al primo turno evitando così il ballottaggio. Dall’altra parte, a sfidarlo comunque ci sarà Filippo Monaco, sostenuto dal consigliere regionale Pasquale Giacobbe commissario cittadino del PDL e il FLI dell’ex deputato Francesco Maione. Infine, roventi polemiche durante la presentazione delle liste per la presenza nei Verdi di Paolo Tozzi, eletto nel PDL alle scorse elezioni e poi passato con la civica “Pozzuoli Futura” ed eletto presidente del Consiglio con i voti del centrosinistra. La sua candidatura di Tozzi è arrivata negli ultimi minuti senza il consenso nè del commissario regionale dei Verdi Francesco Borrelli né di Vincenzo Figliolia e dell’intero centrosinistra che avevano posto il veto alla sua presenza nella coalizione. Polemiche che hanno portato Borrelli ad annunciare l’autosospensione dalla competizione elettorale.

GENNARO DEL GIUDICE