a cura di Elvia Pollice

POZZUOLI – “Educare alla condivisione e al servizio per una cultura della vita”. È questo il titolo del convegno svolto il 29 ottobre in occasione dei 90 anni di fondazione delle Piccole Suore Missionarie Eucaristiche. Un incontro pensato per celebrare i 90 anni di storia a servizio del Vangelo dalle Piccole Suore Missionarie e commemorare la figura della fondatrice Madre Ilia, la quale ha fatto del concetto di educazione il modus operandi della sua vita. «Vivere di Educazione significa prima di tutto essere dono, donare una vita di servizio, di accoglienza e rigenerazione dell’umanità attraverso l’amore». Queste le parole di Suor Rita Ginestra che hanno aperto l’incontro.

L’EDUCAZIONE – A seguire l’intervento della professoressa Donatella Abignente, docente di teologia morale, la quale ha posto l’accento su un concetto fondamentalmente: l’educazione, che è anche formazione di una unità personale responsabile, formazione e discernimento. «Discernimento vuol dire capire la realtà nella profondità, per cercare soluzioni. Discernimento delle vie, discernimento dei modi avendo chiaro il fine, che è il bene, e la scelta dei mezzi a seconda delle circostanze storiche.»

SERVICE LEARNING – La conferenza è stata conclusa dal professor Italo Florin, docente di didattica e pedagogia speciale, che ha analizzato una nuova proposta pedagogica: il Service Learning (Service=servizio Learning=apprendimento)- Lavorare a progetti concreti per il bene della propria comunità. Rendere i ragazzi protagonisti di un progetto comunitario che coinvolge tutti gli enti di un territorio, creando un ponte tra scuola e vita. Superando la logica di scuola e vita come elementi contrastanti. Approfondire e capire le ragioni dei problemi utilizzando le discipline come chiave di lettura della realtà.
In questo innovativo metodo pedagogico non può mancare il concetto di reciprocità, dare e imparare al tempo stesso. Unire l’esperienza dell apprendimento all’esperienza del servizio, puntando da un lato a sviluppare competenze e dall’altro a sviluppare l’idea della gratuità all’interno di una visione trasformatrice della realtà, perché non si cambia il mondo se non cambia il modo di educare».