Piazza della Repubblica di notte

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Vorrei fare delle riflessioni sulle pur legittime controproposte degli esercenti di categoria,come riportato da un vostro articolo del 14 maggio, in riferimento alla recente ordinanza prefettizia sulla regolamentazione degli orari dei pubblici esercizi e discoteche; proprio perchè di “categoria”, sono di parte e quindi per definizione con un occhio al proprio “particulare”. Difatti come si può asserire, tra l’altro, che tutte le discoteche sono allocate in periferia e quindi gli orari previsti dall’ordinanza possono essere sensibilmente allungati ! ?. Allora la zona di Arco Felice_Lucrino è da considerarsi periferica?; una zona così densamente abitata e urbanizzata è da considerarsi zona limitrofa?. Si capiscono benissimo i leciti interessi degli operatori( …..e si sono prodigati affinché avessero una degna rappresentanza nel nuovo consesso consiliare), ma non si possono trascurare del tutto le pur legittime “cause” dei residenti e nei giorni di fine settimana abbandonarli ad essere completamente ostaggi di una caotica, rumorosa , disordinata “MOVIDA”.

Questa “periferia” nei mesi d’estate è costretta a sopportare un turn-over con passaggio di “testimone” tra cittadini che si recano al mare e quelli dediti al movimento notturno !.In un’altro articolo,sempre di questo giornale, si chiedeva come faranno coloro che finiscono a tarda ora il proprio lavoro e bisognevoli di distrazioni,come faranno coloro per il dopo-cena con orari così ridotti? Si può obiettare in maniera semplice,per non dire banale. Perchè non vivono in zona persone che di buon mattino ,anche nelle giornate interessate, si recano al lavoro ,oppure persone ammalate,anziane che hanno bisogno anche in questi giorni di riposo notturno?. Ma si rendono conto di una chiusura dei locali alla 4 del mattino ?!?!? Ecco ognuno si fa le proprie ragioni ! Allora bisogna affidarsi al civico e buon senso . L’auspicio è che la nuova amministrazione, dopo quella precedente atarassica e balbettante del mezzo anno,sappia individuare le giuste e
condivise soluzioni e ridare fiducia ai cittadini che vedrebbero finalmente tutelare i propri diritti in egual misura di quelli residenti in altre città europee ,dalle quali dalle quali dovremmo imparare ad importare, non solo la cultura del
divertimento, ma, anche una sua razionale e civile gestione . Grazie dell’ospitalità