Treni fermi sulla linea Circumflegrea

CAMPI FLEGREI – Tagli rinviati al 31 dicembre. È questa le decisione giunta dopo una lunga trattativa, cominciata ieri mattina, tra le amministrazioni locali, la Regione Campania, la Sepsa e l’Eav Bus e conclusasi oggi intorno alle 12 dopo l’incontro con l’Assessore ai Trasporti pubblici Sergio Vetrella.

L’ACCORDO – Sono stati scongiurati l’annullamento delle corse che riguardano la Cumana, in  riferimento alla tratta Montesanto – Torregaveta, mentre è stata confermata la soppressione della navetta Montesanto – Bagnoli. Per quanto riguarda la CircumFlegrea,  e la tratta Licola – Torregaveta, tagliate solo una corsa al mattino ed un’altra la sera.

L’ASSESSORE AI TRASPORTI ALL’ AGI  – “Aspettiamo dal governo certezze sui fondi che intende destinare a questo settore, perche’ in questa situazione le aziende non possono sopravvivere per molto tempo”. Cosi’ l’assessore ai Trasporti della Regione Campania, Sergio Vetrella, facendo il punto sulle criticita’ che si sono verificate negli ultimi giorni e sugli interventi da mettere in campo per il futuro. Chiarisce subito che, dall’inizio del 2011 a oggi, le tre societa’ su ferro controllate al 100% dalla Regione (Circumvesuviana, Metrocampania Nordest e Sepsa) “non hanno applicato nessun taglio delle corse derivante dalla riduzione dei contratti di servizio da parte della Regione”  (fonte AGI)

Sergio Vetrella - Assessore ai trasporti pubblici della Regione Campania

I disagi sono causati dal “rifiuto di alcuni lavoratori a prestare lavoro straordinario, dall’inosservanza della turnazione e dall’aumento del tasso di malattie. Questo ha portato alla cancellazione di 145 treni al giorno, con un “taglio dei corrispettivi pari a 133mila euro e una riduzione dei ricavi di 21 mila euro giornalieri”. Vetrella si concentra quindi sulla “causa principale dei disservizi, ovvero i 500 milioni di euro di esposizione delle aziende nei confronti dei fornitori e delle banche”. Di qui la richiesta al governo di fare chiarezza sui fondi che intende erogare. “Come presidente della Commissione nazionale infrastrutture – dice – devo sottolineare come a oggi non sappiamo ancora le cifre relative al 2011. Con la manovra, poi, saranno stanziati a livello nazionale 400 milioni di euro, a fronte degli attuali 2.100. D’accordo con il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, stiamo decidendo di restituire al governo le deleghe, perche’ non possiamo gestire questa situazione”. All’Esecutivo si chiede di intervenire al piu’ presto, destinando una parte dei fondi Fas a questo capitolo di spesa. In virtu’ dei tagli, spiega Vetrella, “entrera’ in vigore dal 12 settembre al 31 dicembre un nuovo programma di esercizio, che ridurra’ il numero delle corse del 15%, salvaguardando pero’ le fasce di punta e limitando i disagi con corse sostitutive su gomma”. Nel frattempo la Regione Campania pensa anche al “miglioramento dei servizi, attraverso l’acquisto di 17 nuovi treni nei prossimi due anni, per una spesa di 100 milioni di euro”. (fonte AGI)

Fino al 31 dicembre scongiurati i tagli

QUINDI NON SOLO TAGLI PER I TRASPORTI IN CAMPANIA , ma anche azioni di ammodernamento e potenziamento. A rassicurare l’utenza è sempre l’assessore regionale Sergio Vetrella. Due le commesse sbloccate da Firema per la costruzione di nuovi treni che andranno a incrementare il parco mezzi di Metro Campania Nord Est e Sepsa. In due anni, e dunque entro il 2013, come comunicato, l’azienda realizzera’ 17 treni di cui 8 per Sepsa e 9 per Metro Campania per un investimento complessivo della Regione di 100 milioni di euro. Sul fronte della qualita’ delle prestazioni la Regione Campania ha istituito un gruppo di ‘ispettori del ferro’ il cui compito sara’ ”valutare qualita’ e prestazioni erogate ed eventuali relative penali”.

CAMPI FLEGREI –  I quattro sindaci dell’area flegrea, Magliulo, Iannuzzi, Schiano e Carandente,  intanto erano scesi in campo al fianco dei cittadini e contro l’azienda che gestisce il servizio ferroviario sulle linee Cumana e Circumflegrea.  Prima le proteste in rete degli utenti che hanno messo in atto un “mail bombing”, in seguito le istituzioni con proteste ufficiali. Quattro le lettere inviate alla Sepsa dagli altrettanti primi cittadini, accompagnate da dissenso e condanna per la decisione da parte dell’azienda di ridurre le corse dei treni.

La stazione de "I Cappuccini" sulla tratta Cumana

SINDACI FURIOSI – Alla base della diatriba il riassetto delle corse di Cumana e Circumflegrea. Corse che dal prossimo lunedì avrebbero dovuto avere un sostanziale ridimensionamento soprattutto nell’orario di inizio (prima corsa alle 6,40 da Torregaveta) in serata (ore 20 da Montesanto). Decisione che avrebbe  penalizzato decine di migliaia di utenti, tra ma in misura maggiore  quanti dalla provincia usano il mezzo pubblico per recarsi a Napoli per lavoro o per studio. Ad aprire le danze dei reclami ufficiali è stato il sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo seguito poi a ruota dagli altri tre “colleghi sindaci” di Quarto, Bacoli e Monte di Procida.

ACCORDO PONTE –  Ieri mattina era stato raggiunto tra la Sepsa, l’Eav Bus e il Comune di Bacoli.  A mediare, tra gli altri delegati che hanno incontrato l’Assessore ai Trasporti della Regione Campania anche il consigliere comunale delegato ai trasporti Salvatore Grande. Inizialmente si era arrivati ad un palliativo con l’introduzione di alcune navette che avrebbero  circolato sull’intero territorio gestito dalla linea ferrata e negli orari dove ci sarebbero stati i tagli.  Poi il dietrofront che ha portato a questa nuova decisione.

RESTA LA PREOCCUPAZIONE DEGLI UTENTI – Come si giustificherebbe la Sepsa dinnanzi a questa ondate di accuse e proteste? Le cause secondo l’azienda sono d’addebitarsi ai tagli selvaggio fatti dalle Regioni, gli stessi tagli che hanno causato gli aumenti dei biglietti e la cancellazione di alcune linee di autobus alcune delle quali sul territorio puteolano. La linea ferrata  costa a Sespa e Regione 37 euro a chilometro. Considerando che la linea Torregaveta – Montesanto è lunga 20 chilometri, la Regione e la concessionaria del servizio avrebbero risparmiato 740 euro a corsa. Moltiplicando questi costi per le 6 corse tagliate, ci sarebbe stato un risparmio giornaliero di 4400 euro, circa 130 mila euro mensili. Costi ingenti per un bilancio regionale in rosso, ma che non giustifica, comunque, la sconsiderata azione amministrativa, evidentemente, troppo dannosa per i cittadini.

ANGELO GRECO
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ENZO LUCCI
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