Un pensionato esibisce il numero appena ritirato

POZZUOLI –  Non passa inosservato quel capannello di persone anziane che in piena notte e al gelo discute animatamente fuori all’ufficio postale di via Terracciano. “Dammi il 13”, “Io tengo il 5”, “Voglio il 20”, “Avevo prenotato il 6” le frasi urlate mentre minuto dopo minuto il piazzale si riempie di auto. A dispensare i numeri una donna che tra una moltitudine di mani riesce a tenere in bella mostra un blocchetto di numeri da 1 a 90. Una scena che non ha nulla da che invidiare alla classica “tombolata” natalizia. «Si possono ritirare i numeri fino a mezzanotte poi lasciano un blocchetto sul muro che va da 101 a salire – spiega un pensionato – mentre a Monterusciello si inizia alle 22 e ad Arco Felice a mezzanotte proprio quando si finisce qua». Ma a cosa servono quei numeri? «A ritirare la pensione domani – prosegue – tu prendi il numero stasera poi ritorni domani mattina e questi numeri vengono sostituiti con quelli della macchinetta. Se io ho il numero 10 significa che l’operatore dentro mi deve dare il 10 dal distributore dei numeri».

LA DISTRIBUZIONE DEI NUMERI –  Dunque, a Pozzuoli la fila per ritirare le pensioni viene regolata la sera prima con 90 numeri che in teoria dovrebbero mettere d’accordo i pensionati. “Coordinatrice” una donna sulla quarantina che il 30 o 31 di ogni mese acquista a proprie spese il blocchetto di numeri che inizia a distribuire dalle 20 fino alle 24 in maniera del tutto gratuita. Fase di distribuzione che a sua volta viene preceduta da quella di prenotazione con i pensionati che la contattano già nei giorni precedenti per ottenere i “numeri migliori” . Successivamente, una volta terminato il turno, la responsabile della distribuzione lascia il blocchetto con le matrici sul muretto all’ingresso dell’ufficio postale di via Terracciano dove all’apertura, stando a quanto raccontano i pensionati,  sulla base di quella numerazione viene regolato l’accesso agli sportelli. E per chi la sera prima non ha ritirato il numero da 1 a 90?  «Gli conviene venire il giorno dopo. Figuratevi che domani mattina (venerdì 1 febbraio) ci sarà una confusione totale. Una fila di  almeno 300 persone ed io che ho il 3 va a finire che ricevo il 100 quando aprono. Purtroppo che dobbiamo fare, con questa crisi non possiamo permetterci di aspettare nemmeno un giorno in più per ricevere la pensione». 

GENNARO DEL GIUDICE

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