Filippo Monaco (Pozzuoli Futura) con il sindaco Agostino Magliulo

POZZUOLI –  Non fa parte della mia cultura politica “dimissionare” in modo traumatico un sindaco che, per quanto male possa aver fatto, si è contribuito, in modo consistente, ad eleggere e di cui si è accettato il programma amministrativo. Ed è per questo principio che, se pure costretta dalla “filosofia” politica dell’ing. Magliulo ad un ruolo marginale, nonostante il determinante sostegno elettorale, “Pozzuoli futura” non ha mai fatto mancare il suo leale sostegno al Sindaco.

A CONFERMA  di questi principi non possiamo non denunciare l’adesione del Consigliere Costigliola al “cartello” dei dimissionari come un atto politicamente grave. Nei prossimi giorni la Direzione di “Pozzuoli futura” analizzerà collegialmente i fatti ed i comportamenti ed eventualmente  se ci siano provvedimenti da adottare. Tutto questo non esaurisce il “vero” problema politico. Accanirsi a voler determinare le colpe e le dietrologie e se i consiglieri di maggioranza “dimissionari” abbiano o meno agito in buona o cattiva fede è fuorviante e politicamente equivoco. Una analisi buona solo per gli sprovveduti.

IL VERO PROBLEMA E’ ALTRO.  Il sindaco ha esercitato, sin dal suo insediamento, una compressione forte e costante del ruolo politico dei consiglieri comunali tanto da provocarne l’esplosione. La composizione della Giunta non ha mai fatto parte dell’agenda programmatica del Sindaco e della Coalizione. La cosiddetta Giunta “tecnica” che il Sindaco ha imposto ai partiti, male interpretando l’autonomia che gli consentiva la legge, è stato il primo atto di “scortesia mirata” che è stato inflitto alla politica. Il lancio di un guanto di sfida. Ma il problema è ancora una volta un altro. L’ing. Magliulo non ha imposto una Giunta “tecnica” ma una Giunta “estranea”. Una Giunta che marcava una trincea invalicabile tra se e quei consiglieri che ancora oggi, in modo beffardo, si ostina a definire “rappresentanti del popolo”.

UN COSTUME ANTICO  che gli proveniva dal precedente esercizio di “ingegnere capo”. Dopo questo atto, che non è esagerato definire “dichiarazione di guerra” l’ing. Magliulo ha continuato imperterrito ad adottare provvedimenti monocratici, “sentita” la Giunta, senza alcun confronto politico con i partiti di maggioranza. Fino all’”assunzione”, senza preavviso, di alcuni “consulenti” delle cui “alte” prestazioni non crediamo che l’Ente avesse bisogno, soprattutto di fronte ad un bilancio che a stento consente l’indispensabile.

COMPORTAMENTI   che nei confronti di “Pozzuoli futura”, secondo partito della coalizione, hanno assunto contorni a dir poco patologici. Forse i “futuristi” apparivano meno “malleabili” di quanti si sono da subito piegati al nuovo corso “tecnocratico”. Ma l’ing. Magliulo non è Mario Monti. Tutto questo presuppone un “disegno”. Un disegno per pochi contro l’interesse di tutti. Un disegno di cui la città mormora. Alcuni Consiglieri hanno raccolto quel mormorio. Infine sono “rappresentanti del popolo”. Non posso concludere senza sottolineare il riferimento, che l’ormai ex-Sindaco ha fatto subito dopo la “dismissione”, agli “appetiti famelici” che si nascondevano nella maggioranza. Un’affermazione che senza fatti e senza nomi somiglia più ad un avvertimento che ad una denuncia. Perché se i fatti e i nomi sono reali potrebbe essere interessante esporli alla magistratura.

POZZUOLI  oltre al recupero del suo patrimonio economico e sociale ha urgente bisogno, come ha già detto qualcuno, di ri-costruire la sua identità. I prossimi mesi più che sprecati in una contrapposizione che rischia di essere dolorosa dovrebbero essere spesi a costruire una piattaforma programmatica per un governo di larghe intese o di salute pubblica. Confidiamo in un impeto di responsabilità dell’intera classe politica ma soprattutto confidiamo nella saggezza dei cittadini puteolani.

FILIPPO MONACO (Segretario “Pozzuoli Futura”