POZZUOLI – Sette incendi, case evacuate, centinaia di persone in strada, bambini in lacrime, tonnellate di rifiuti speciali bruciati, aria irrespirabile, città invasa da un fumo denso e nero, grande paura tra la popolazione. A Pozzuoli la follia dei piromani ha vinto ancora. In fiamme è andata mezza città, momenti di forte criticità si sono vissuti a Monterusciello dove oltre cento persone sono state evacuate a causa di un incendio che ha raggiunto un distributore di carburante.

SEQUENZA SPAVENTOSA – I piromani hanno appiccato il fuoco seguendo un programma criminoso agghiacciante e dando vita a una sequenza di eventi che col passare delle ore è diventata ingestibile: sistematicamente all’arrivo dei vigili del fuoco un nuovo focolaio si sviluppava in un’altra zona della città. E così è stato per l’intera giornata, iniziando ad ora di pranzo quando in fiamme è andata la collina dove sorge l’Accademia Aeronautica. E mentre un Canadair domava a fatica il rogo in una zona impervia difficile da raggiungere, a Monterusciello aveva inizio un autentico “inferno di cristallo”, un remake di quanto visto appena un mese fa.

MONTERUSCIELLO IN FIAMME – Tre incendi scoppiavano in sequenza in tre aree diverse tra via Brancati e via Parini, a ridosso delle case popolari del “lotto 1 bis” e del “lotto 8”. In attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco a difendere le abitazioni dagli incendi erano gli stessi residenti che con mezzi di fortuna davano vita a un una vera e propria lotta contro le fiamme. A bruciare non era solo la vegetazione, bensì autentiche discariche di rifiuti, in particolare pneumatici e carcasse di auto che alimentavano grosse e dense nubi di fumo nero.

CASE EVACUATE – Aria irrespirabile e gente che era costretta a lasciare le proprie abitazioni in via Parini dove le fiamme avevano raggiunto il distributore di carburante Tamoil. I carabinieri della Compagnia di Pozzuoli -diretti dal capitano Elio Norino- invitavano così i residenti ad abbandonare tre palazzine e diverse villette in via Reginelle, mettendo in sicurezza l’intera area attorno alla stazione di servizio. In strada si riversavano intere famiglie, i più piccoli venivano messi nelle auto per evitare che respirassero il fumo e la puzza di bruciato. Nel frattempo veniva chiusa la strada di collegamento tra il quartiere di Monterusciello e Licola e interrotta la circolazione dei treni della Circumflegrea per la presenza delle fiamme a ridosso dei binari.

INCENDI IN SEQUENZA – Ma i piromani non si fermavano. A distanza di pochi minuti, altri incendi divampavano nella zona degli Astroni, in zona San Martino a via Campana e ancora tra Monterusciello e Giugliano, in una cava in zona “Reginelle” dove anche qui bruciavano tonnellate di rifiuti di ogni genere alimentando una enorme nube di fumo nero.

PERICOLO SCAMPATO – Una corsa contro il tempo e contro le fiamme da parte dei residenti e dei vigili del fuoco, con quest’ultimi impegnati a spostarsi continuamente da un fronte all’altro. La prima grossa criticità rientrava poco intorno alle 17 quando gli incendi al lotto 1 bis venivano domati del tutto. Un sospiro di sollievo arrivava anche al lotto 8 dove alle 17.25 i carabinieri riaprivano il tratto di via Parini chiuso a causa delle fiamme arrivate a ridosso delle colonnine di carburante. Nel tardo pomeriggio la situazione tornava alla normalità su quasi tutto il territorio eccetto in zona Reginelle, dove a causa della grossa quantità di rifiuti presenti nella cava resta lo stato di allerta. Ma ancora una volta la follia di pochi ha messo in ginocchio un’intera città mettendo a repentaglio centinaia di vite.

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