Motorini parcheggiati sul Lungomare "Sandro Pertini"

POZZUOLI – In questo caso è giusto che parlino le immagini. Emblematiche, che lasciano spazio a pochi commenti.

Era stata annunciata dall’amministrazione una lotta spietata alla movida “cafona” e “selvaggia”. Così è stato, ma solo per pochi giorni. Venerdì, sabato e domenica. Gli altri giorni della settimana sono così com’erano prima dell’invio della task force,  Pozzuoli come una “giungla”.

Le immagini ritraggono via Napoli lunedì sera, invasa a auto e motorini. Niente di male, segno  che Pozzuoli è attrazione, è il cuore della movida. Ma peccato che quei mezzi, anziché parcheggiarli negli appositi spazi, vengano parcheggiati addirittura sul lungomare “Sandro Pertini”. Una fila di mezzi a due ruote, rigorosamente uno accanto all’altro. E, come al solito, automobile ferme su entrambi i lati della strada, invadendo marciapiedi, accessi per disabili e quant’altro una città civile possa avere.

Il caos a via Napoli

Riavvolgendo il nastro del racconto del recete passato e degli annunci strombazzati a destra e sinistra, viene da chiedersi: ma che fine hanno fatto i vigili su quei grossi motorini a due ruote che dovevano pattugliare il lungomare? “Già messe in campo misure per il controllo del lungomare, pedane elettriche per un servizio più efficace della polizia Municipale sono state presentante nel corso dell’inaugurazione del lungomare” si leggeva sui giornali anni all’indomani della consegna del lungomare alla città «Siamo il secondo comune d’Italia, dopo Ravenna, ad aver dotato la Polizia Municipale di questi strumenti – dichiarò l’allora assessore alla Polizia Urbana, Carmine Morelli. A breve doteremo l’organico dei vigili di autovetture al metano per ridurre l’impatto ambientale senza trascurare il sicuro benefit per le casse comunali». Giusto per fare un esempio. Fino ad arrivare ai giorni nostri e all’annuncio dei controlli contro la movida che avrebbero dovuto riconsegnare Pozzuoli alla normalità Ma così sembra che non sia e anche in questo caso gli esempi sono tanti.

GENNARO DEL GIUDICE
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FOTO di ENZO BUONO
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