POZZUOLI – Comune di Pozzuoli e Marina Militare sono in contatto continuo da giorni per cercare di individuare la soluzione al rischio frane che sta interessando la collina del Castagnaro, e che ha portato alla chiusura al traffico della Montagna Spaccata.

“INTERVENTO IMPORTANTE E COSTOSO” – «Dopo gli incendi dei giorni scorsi che hanno determinato un rischio di cedimento del costone della Montagna Spaccata e la conseguente chiusura della strada, ci siamo immediatamente attivati – sottolinea il sindaco Figliolia – Nelle ore successive all’evento abbiamo fatto un sopralluogo con i tecnici del Comune, un geologo e il responsabile dell’Ufficio Giardini». Il sindaco, poi, pone l’accento sul fronte della sicurezza che ha comportato l’interdizione ai veicoli dell’importantissimo varco: «La nostra priorità è la salvaguardia della pubblica incolumità, quindi per riaprire la strada occorre mettere in sicurezza il costone pericolante. Si tratta di un intervento importante, soprattutto da un punto di vista economico, e per questo stiamo dialogando con la Marina Militare, proprietaria del versante della Montagna Spaccata, tranne la parte finale, che invece appartiene a un privato, che è stato già interessato del problema. Mi rendo conto dei disagi causati e posso assicurare che stiamo facendo il possibile per risolvere il problema in tempi brevi, ma è chiaro che ho il dovere di salvaguardare innanzitutto la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti che utilizzano quella strada».

“ATTIVITÀ COMPLESSE E DELICATE” – Sulla delicata questione è intervenuto anche il comandante del Quartier generale della Marina di Napoli, Gennaro Carola: «Sin da subito, sono stati avviati i contatti con le Autorità comunali per ricercare, nel minor tempo possibile, le soluzioni idonee a risolvere problematica, consci del disagio che questa situazione comporta ai residenti e a tutti gli utenti del tratto stradale. Sono stati, inoltre, immediatamente interessati gli Organi Tecnici competenti del Genio Militare, i quali hanno già effettuato i sopralluoghi necessari ad individuare le attività da porre in essere, che, da una prima analisi, saranno piuttosto complesse e delicate, a causa della morfologia del territorio e dei vincoli di tutela ambientale ed archeologica presenti nell’area e sui manufatti risalenti al periodo romano. La vasta zona interessata non riguarda unicamente aree di competenza della Marina Militare e pertanto sarà necessaria un’azione di coordinamento con le Autorità locali al fine di trovare le soluzioni più idonee nel minor tempo possibile».