BACOLI – Uno spettacolo in costruzione. Obiettivo il centenario della nascita del Comune di Bacoli (19 marzo 2019). Una rappresentazione a più voci, che si rincorrono tra le memorie recenti ed antiche, fatte di parole, immagini e musiche. Per esempio. Le voci di dentro (con Giovanna Gagliardi, poliedrica interprete). Eduardiani echi: “Vuie mo’ che ci fate qua? Non è meglio che vi distraete un poco? Venitevene con noi, ce ne andiamo dopo Pozzuoli, a Bàcoli”. Infatti Eduardo veniva a “villeggiare” giù Bacoli, alla marina. Le voci che si vedono (due corti a cura di Ciro Amoroso, operatore turistico- culturale ed esperto del territorio); da un lato il velo del tempo, e dall’altro i colori bianco e nero di fotografi quali Giorgio Sommer (1860) Robert Rive (1865) Michele Amodio (1870) Giacomo Brogi ((1880) e i fratelli Alinari (1905) per una Baia, che ha una storia infinita e un mistero che si svelerà, come la soluzione di un giallo, sul Tempio di Venere e l’Imperatore Adriano.

I RACCONTI – E quindi le “voci vocali” di due giovanissimi vulcanici (Maria Cristina Castaldo/cajon e Stefano Castiello/chitarra): perché come dice il cantautore De Gregori: “E qualcosa rimane, Fra le pagine chiare e le pagine scure….” E poi i saltellanti delfini: Francesco Errico, Giorgio Napolitano, Benito Della Monica, Antonio Illiano, Christian Bentivoglio, Leonardo Pietrosante, Antonio Amoroso, Placido Spavone, Tiziano Rupil, Domenico Russo: le voci esuberanti ed allegre dei bambini, che incontrano, nell’era tecnologica e della play-station, per la prima volta il teatro. Lo fanno ri-interpretando la favola della amicizia tra il delfino Simone e un ragazzo, custode di mitili nel lago Lucrino, di oltre 2000 anni fa, trascritta da Plinio Il Vecchio, riportata anche sul sito di Zoo Marine. Di fondo la voce narrante (Io interiore) che trama e costruisce il canovaccio. Appunto una ri-costruzione. Un working in progress. In attesa del centenario. Perché Bacoli, pur in crisi e in squilibrio economico finanziario, compie un secolo, ma il suo territorio ha una storia ricca e millenaria, a più voci. Ci riprenderemo. L’essenziale è invisibile agli occhi?