Via Cosenza

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Carissima redazione di cronacaflegrea, dopo i numerosi riscontri e mail di  congratulazioni ricevute riguardanti la mia ultima segnalazione, sono di nuovo  tra voi e vogliate scusarmi per questo, per sottoporvi una interessante  questione. Come sapete è da poco che mi sono trasferita a Pozzuoli e spesso vado in giro  alla ricerca di qualche caratteristica peculiaretà di questo meraviglioso territorio. L’altra sera, di ritorno dal lavoro, mi sono imbattuta in quella  che reputo una vera “chicca” architettonica realizzata nella centralissima Via Cosenza (detta canalone) da un qualche novello “Fuksas” di cui purtroppo mi sfugge conoscere il nome. Nella foto che vedete allegata potrete notare un  pregiatissimo “basamento in bugnato in pietra lavica” (alto giusto quei 4/5metri) affiancato, come se non bastasse da una altrettanto meravigliosa scultura contemporanea in ferro a protezione di due “piccolissimi” motori esterni per la climatizzazione che intitoleremo “la gabbia”. Ovviamente queste opere sono state realizzate dai “signori” locatari di quei locali commerciali,
in perfetta sintonia con la sobrietà con cui il locale stesso fu inaugurato, con tanto di limousine scoperta e musica a tutto volume che accompagnavano un noto personaggio del gossip italiano in giro per i vicoli del centro storico, in spregio alla ZTL e alle norme anti inquinamento acustico. Vorrei solo ricordare a quanti avrebbero il dovere di controllare, che l’art. 6 delle norme di attuazione del vigente PRG imporrebbe (il condizionale è d’obbligo) a tutti gli interventi edilizi nella zona l’obbligo di evitare l’alterazione delle facciate originarie dei fabbricati. Nondimeno l’art. 6 delle norme di attuazione del vigente PTP prescriverebbero che “Sono vietate le tinteggiature murarie delle superfici esterne in resine sintetiche non traspiranti e i rivestimenti in materiali. polivinilici o asfaltici. Le opere lapidee non vanno tinteggiate ma devono essere ripulite senza l’impiego di sostanze abrasive”. Questo solo a riguardo del rivestimento, ma possiamo anche
entrare nel merito della “gabbia” e della sua valenza come opera “architettonica e scultorica” (ancorchè piantata su un marciapiedi pubblico, presumibilmente senza pagamento dell’onere per l’occupazione del suolo, ma di questo non ho certezza). Vogliano i proprietari dei negozi “Polo”, “Califano” e qualcun altro che in questi anni ha eseguito lavori di demolizione delle vetrine esterne, utilizzo di climatizzatori senza unità esterne, al fine di restituire decoro alle facciate degli edifici di quella strada prendere esempio da questi “signori”, e rivolgersi al loro tecnico per una consulenza gratuita.
Vogliano inoltre costoro, chiedere spiegazioni ai dirigenti dell’ufficio tecnico comunale, su come sia possibile tale scempio in pieno centro storico.
Grazie per l’ospitalità.Cristina