La stazione di Baia (foto costruirespa.it)

di Manuela L. Cuccurese

CAMPI FLEGREI – A Bacoli e Monte di Procida, dopo anni di agonia, la Cumana chiude i battenti e lo fa nel modo più prevedibile: lascia per strada studenti e lavoratori pendolari, senza alcun avviso Così, ripercorrendo la storia non troppo recente, ma neppure troppo lontana dell’unico vero e più importante mezzo di collegamento tra i nostri comuni e il capoluogo, siamo passati dai funambolici progetti di avveniristiche stazioni e di trasporto “intermodale” al nulla cosmico.

 

SPERPERO DI DENARO – Si è parlato anche di questo nel corso della conferenza stampa indetta stamattina dal Sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano, poche ore dopo il caos creatosi presso le stazioni tagliate fuori dal servizio. Erano ancora gli anni ’90 quando, in linea con il progetto di “intermodalità”, si abolì il passaggio a livello del Fusaro e fu costruito il sottopassaggio che ha tagliato in due il paese allo scopo di velocizzare il servizio, per portare la frequenza delle corse dai famosi venti minuti addirittura ai dieci. Nel frattempo iniziavano i lavori per la “nuova” stazione di Baia, delocalizzata da Piazza De Gasperi al bivio stradale Baia-Fusaro, mai aperta perché, mentre veniva finita, doveva già essere adeguata a nuove norme.  «Si tratta di un progetto e una stazione ambiziosissimi per il quale sono già stati spesi più di quindici milioni di euro che, però, non rispondevano e non erano funzionali, già alla nascita, né alle caratteristiche né alle esigenze del territorio che abbisognava di qualcosa di molto meno dispendioso, ma  altrettanto efficiente» dice il Sindaco di Bacoli.

 

IL RAMMARICO – Tuttavia il progetto non è completo perché prevede l’adeguamento della stazione alle norme vigenti, la realizzazione di più accessi e un suo collegamento a Piazza De Gasperi tramite un tappeto rotante di altissima tecnologia di cui, però, nel budget non sono previsti i costi di manutenzione. Tutto ciò prevede altrettanti milioni di euro che, vista la situazione attuale, anche il Sindaco Schiano ha chiesto di razionalizzare e ridurre a due milioni. Insomma, milioni e milioni di euro sperperati in strutture e lavori vari, il cui senso di esistere era l’ottimizzazione del servizio, per ritrovarsi con una cumana che, ieri passava ogni 40/60 minuti, oggi non passa più, e con viaggiatori che rimpiangono i bei vecchi tempi. Antonio, lavoratore pendolare, che da trent’anni prende la Cumana per Montesanto, è ormai più sconsolato che arrabbiato, quando ci dice «Non voglio chissà cosa, per carità. Mi accontento della cara, vecchia corsa da venti minuti di vent’anni anni fa. Poteva pure essere lenta, ma sapevo quando partivo e sapevo quando arrivavo. E’ davvero chiedere tanto?».