POZZUOLI – E’ scattato il silenzio elettorale, siamo entrati nelle 31 ore che (in teoria) dovranno servire agli elettori per riflettere serenamente sul voto che potranno esprimere dalle 7 alle 23 di domenica 11 giugno. Un silenzio che vieta comizi, riunioni di propaganda elettorale in luoghi pubblici, affissione di manifesti, distribuzione di volantini, santini, facsimile e tutto ciò che si è visto in questi 29 giorni di campagna elettorale. Eccetto per i social media, dove sarà possibile fare propaganda anche durante la giornata del voto.

ELEMENTI DI NOVITA’ – E proprio i social hanno rappresentato l’elemento di novità più importante, svuotando e trasferendo le piazze (che nell’ultimo mese a Pozzuoli sono state teatro di comizi mai affollati) sullo schermo di un Pc o di uno smartphone. Facebook e WhatsApp sono stati i canali più utilizzati per una propaganda che ha portato alla “smaterializzazione” del contatto e del face to face tra elettore e candidato. Infatti se l’App è servita per il trasferimento dei classici facsimile e bigliettini, Facebook ha fatto da vetrina per i candidati che hanno postato sulle pagine e bacheche programmi, idee e progetti. Tutto a discapito della piazza, del confronto e della partecipazione, ma in perfetta sintonia con una politica che va sempre di più verso la personalizzazione e che vede soggetti e progetti politici nascere e morire nell’arco di una campagna elettorale, il tutto finalizzato al mero raggiungimento dell’obiettivo elettorale.

CANDIDATI IN VETRINA – Non più ancorato alle vecchie logiche di partito, ma legato ad estemporanee e forti leadership costituite dai “capibastone” con un legame di appartenenza più labile, il candidato è diventato un soggetto “solo”, chiamato a collocarsi sul “mercato elettorale” mettendosi in vetrina. E la vetrina più in voga oggi è proprio Facebook, un mondo virtuale che oltre ad esercitare la propria funzione ha omologato l’offerta dei candidati trasformando le micro-comunità virtuali di appartenenza in una distesa di testi e immagini che hanno reso l’informazione/propaganda elettorale in alcuni momenti perfino ridondante. Facebook ha spostato il dibattito dalle tv, dai circoli e dalle piazze alle bacheche di pagine e profili confezionati e addobbati ad hoc, dove la partecipazione è limitata dalle opzioni di privacy e dalla consapevolezza del mezzo da parte dell’elettore-utente. Questa non vuole essere una crociata contro i social ma un’istantanea di una campagna elettorale che, a 5 anni di distanza dall’ultima, anche a Pozzuoli è stata contraddistinta dall’utilizzo dei nuovi canali di comunicazione.

Buon voto (reale) a tutti.