Una delle 5 persone arrestate dalla Finanza

CAMPI FLEGREI – Un impiegato dell’INPS, un impiegato dell’Università Federico II di Napoli, un ex dipendente del comune di Pozzuoli, un impiegato del Tribunale dei Minori di Napoli e una disoccupata. Sono loro i cinque falsi ciechi scoperti e arrestati dai militari della Guardia di Finanza di Pozzuoli diretti dal Maggiore Michele Ciarla. Tutti, eccetto la donna, percepivano uno stipendio o una pensione proprio grazie al loro falso stato di invalidità a cui si aggiungeva l’indennità di accompagnamento.

ANCHE UN MEDICO – Oltre agli arrestati, accusati per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, nei guai è finito anche un medico oculista parente di uno dei 5 arrestati, a cui la Corte dei Conti ha disposto in via cautelare la sospensione dello stipendio. Nei confronti dei falsi ciechi invece, i PM Giancarlo Novelli, Ida Frongillo e Sergio Ferrigno e il procuratore aggiunto Francesco Greco, coordinatore della sezione reati contro la pubblica amministrazione, hanno anche disposto il sequestro di beni mobili e immobili degli indagati per un importo complessivo di 350mila euro, somma equivalente al danno che avrebbero cagionato all’istituto di previdenza percependo per anni indebitamente la pensione di invalidità oltre alla sospensione del pagamento degli emolumenti pensionistici e dei relativi sussidi d’invalidità.

Il Comando della Guardia di Finanza di Pozzuoli

LA TRUFFA – Nonostante il loro stato di cecità, tra i cinque c’era chi attraversava la strada facendo attenzione alle macchine che giungevano nei due sensi; chi timbrava senza difficoltà il cartellino nel proprio ufficio, salendo e scendendo le scale senza alcun aiuto; chi invece si recava al mercato osservando e scegliendo con cura i prodotti da acquistare. La donna invece, nonostante lo stato di cecità, riusciva a guardare le vetrine dei negozi, spingere il carrello del supermercato dribblando agilmente le auto in sosta.

LE INDAGINI – I cinque sono stati pedinati e video-riprese dai militari della Compagnia GdF di Pozzuoli, i quali hanno potuto, in tal modo, documentare che, contrariamente a quanto risultante dai verbali delle Commissioni Sanitarie, gli indagati in questione erano dotati di una capacità visiva che consentiva loro di attendere, normalmente e autonomamente, a tutte le attività della vita quotidiane e che in nessun modo avrebbero potuto essere considerati ciechi. Nel corso delle indagini, i finanzieri – al fine di acquisire ulteriori elementi comprovanti il comportamento fraudolento degli indagati – convocavano i suddetti presso il Comando, con la motivazione di dover procedere a una verifica sui documenti sanitari comprovanti la loro invalidità.  In tale circostanza gli stessi, secondo quanto risultato dalle indagini, simulavano ostentatamente la loro inesistente condizione di cecità, giungendo assistiti da un accompagnatore e dichiarando di aver bisogno di continua assistenza per attendere alle ordinarie occupazioni, ponendo in essere, dunque, un comportamento del tutto diverso da quello tenuto quando ignoravano di essere osservati.

I NOMI – Gli arrestati sono: A.G., 54 anni, nativo di Qualiano e impiegato come fisioterapista presso l’Università Federico II di Napoli. L’uomo, “cieco assoluto” dal 2000, dipendente del II Policlinico di Napoli, è stato osservato muoversi liberamente negli spazi del predetto nosocomio, timbrare senza difficoltà il cartellino marcatempo, salire e scendere le scale senza aiuto, fare compere unitamente alla moglie, soffermandosi a scegliere da solo i prodotti da acquistare e a osservare le vetrine di un centro commerciale.

D.M.G., 45 anni, di Bacoli, impiegato all’INPS assunto come categoria protetta per la sua falsa cecità: l’uomo, oltre a percepire lo stipendio riceveva anche l’indennità di accompagnamento per il sul fasullo handicap. “Cieco assoluto” dal 2003, è stato osservato, più volte, muoversi senza aiuto, salire gradini, scansare ostacoli e svolgere una vita assolutamente normale.

M.P., 49 anni, di Quarto, impiegato presso il Tribunale dei Minori di Napoli dove lavorava anch’egli grazie al suo “handicap” ricoprendo un posto riservato agli invalidi. L’uomo, anch’egli “cieco assoluto” dal 1997, è stato osservato mentre percorreva da solo lunghi tratti di strada prestando  attenzione, in prossimità degli incroci, alle macchine che giungevano da entrambi i sensi di marcia, riuscendo, inoltre, a districarsi tra numerosi ostacoli fissi e mobili che si presentavano lungo il suo cammino.

F.G., 61 anni, anch’egli di Quarto, ex dipendente del comune di Pozzuoli dove lavorava come addetto alle pulizie nei mercati rionali. L’uomo, attraverso false dichiarazioni mediche, era stato messo in pensione dall’Ente riuscendo così a percepire la pensione di invalidità e l’accompagnamento che gli consentiva di lavorare nella pescheria di proprietà del figlio. L’uomo, “cieco assoluto” dal 2010, è stato osservato percorrere lunghi tratti di strada a piedi; prestare attenzione in prossimità degli incroci alle macchine che giungevano da entrambi i sensi di marcia, svolgere attivamente, e senza ausilio, attività commerciale presso la suddetta pescheria.

M.G., 53 anni, di Quarto, l’unica donna e truffatrice a non avere un impiego stabile. Dichiarata “cieca parziale” e non in grado di svolgere anche le più elementari attività quotidiane, è stata osservata mentre usciva da casa da sola e percorreva lunghi tratti di strada, mentre leggeva volantini pubblicitari, mentre osservava vetrine, mentre si muoveva agevolmente tra auto in sosta conducendo il carrello di un supermercato.

IL FENOMENO – L’operazione condotta nella mattinata di martedì costituisce prosieguo dell’attività d’indagine volta a reprimere il grave fenomeno dei cd “falsi invalidi”, molto diffuso anche in ambito nazionale, coordinata, sin dal 2009, dalla Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura di Napoli, con un apposito pool costituito da tre magistrati, e che ha consentito, sino a questo momento, l’arresto di oltre 300 persone e il sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro.

 

GENNARO DEL GIUDICE