I diving dei tre comuni flegrei sono stati esclusi dall'AMR "Regno di Nettuno"

CAMPI FLEGREI – Dopo la denuncia del Sindaco di Bacoli Ermanno Schiano, che attraverso il Comune di Bacoli ha diffidato il Consorzio di Gestione Area Marina Regno di Nettuno per aver escluso i diving flegrei dallo specchio di mare protetto e l’interrogazione parlamentare da parte del Senatore Domenico De Siano, sul tema sono intervenuti anche i Verdi, che sulla linea di quanto fatto da Schiano e De Siano, condannano aspramente l’atteggiamento assunto dai vertici del Consorzio nei comuni dei comuni flegrei.

DANNEGGIATI 3 COMUNI FLEGREI – «L’ area marina Regno di Nettuno di cui volemmo fortemente l’ istituzione negli anni scorsi – denunciano il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il capogruppo al consiglio comunale di Pozzuoli del Sole che Ride Paolo Tozzi – si è trasformata paradossalmente in un tappo per l’ economia di Ischia e Procida e sta danneggiando fortemente i centri diving ed i pescatori dei Campi Flegrei per non parlare dei diportisti. Se continua così e non ci saranno modifiche anche se a malincuore sarà necessario abolire l’ Area Marina Protetta di Ischia e Procida che fino ad oggi purtroppo ha funzionato poco e male. Noi riteniamo che si debbano totalmente ripensare e aggiornare i regolamenti che danneggiano in modo assurdo i comuni di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida e non creano sviluppo e maggiore protezione ambientale su quelli isolani che avrebbero innanzitutto bisogno di un depuratore e non di una caccia alle streghe o di salassi inaccettabili contro i diportisti.

ORDINE DEL GIORNO CONTRO IL CONSORZIO – Per questo – continuano Borrelli e Tozzi – abbiamo deciso di presentare un ordine del giorno a partire proprio dal comune di Pozzuoli per ottenere in accordo con l’ amministrazione la richiesta di una revisione urgente dei decreti ministeriali che hanno fissato delle limitazioni a tratti punitive per i comuni flegrei. Già in passato avevamo sottolineato degli aspetti sbagliati ed eccessivamente rigidi verso le marinerie ed i centri diving puteolani ma purtroppo nessuno ci ascoltò. Adesso i tempi sono maturi per ottenere delle modifiche concordate tra i comuni flegrei, quelli isolani ed il Ministero dell’ Ambiente che portino sviluppo economico e turistico con limitazioni ragionevoli e non irrazionali o addirittura inutili».