CAMPI FLEGREI – La stagione balneare è ormai iniziata e come previsto per legge l’Arpac ha ripreso il monitoraggio delle acque marino costiere. I primi due controlli (Aprile e Maggio) hanno dato buoni risultati lungo quasi tutto il litorale flegreo. In entrambi i prelievi, infatti, i valori di concentrazione dei batteri fecali si sono mantenuti ampiamente sotto i limiti ovunque, eccetto che nello specchio d’acqua prospiciente il promontorio dell’Acropoli di Cuma, dove però era già previsto il divieto di balneazione. Per tutte gli altri tratti di costa restano confermati i dati di inizio stagione.

POZZUOLI – La qualità del mare risulta “eccellente”, secondo la classificazione Arpac, nei tratti di costa tra Cantieri-Arco Felice e Lucrino e quello di Via Napoli a partire dal civico 89 di Corso Umberto (circa a metà del lungomare Pertini) fino al confine con la città di Napoli. Il restante tratto di Via Napoli compreso tra il Rione Terra ed il civico 89 di Corso Umberto risulta classificato come “Sufficiente”. Sul versante di Cuma-Licola la situazione è meno positiva: sono classificate “buone” le acque a Nord del Depuratore fino alla Strada del Cantiere mentre risultano “scarse” e quindi non balneabili quelle vicine alla foce di Licola. Per lo specchio d’acqua di fronte al monte di Cuma le analisi di Maggio hanno fatto registrare una concentrazione di enterococchi intestinali 10 volte superiore rispetto ai valori limite, ma qui come nel porto di Pozzuoli vige un divieto permanente.

SEGNALETICA ERRATA E CARENTE – Ai piedi del Rione Terra, sia lato via Napoli (“dietro ai blocchi”) sia lato darsena (chiesetta dell’Assunta) sono presenti due divieti di balneazione che richiamano l’ordinanza sindacale numero 17 del 10 Marzo 2017, ma probabilmente sono stati apposti nel posto sbagliato dato che nel documento suddetto questo tratto di costa risulta balneabile. Lo stesso dicasi per la spiaggia delle “Monachelle” dove da qualche giorno è comparso un divieto di balneazione.
Volendo rispettare l’ordinanza, lungo tutta la costa andrebbero collocati cartelli con l’indicazione della qualità dell’acqua così come classificata dall’Arpac e non solo gli eventuali divieti. Occorre evidenziare, inoltre, che per alcuni scarichi di emergenza, ad esempio quelli sul lungomare Pertini, manca la cartellonistica che ne indica la presenza e che riporta l’autorizzazione allo scarico in mare.

LA CLASSIFICAZIONE – Ricordiamo che il giudizio di idoneità delle acque deriva dall’analisi statistica degli esiti del monitoraggio di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Le acque di balneazione vengono così classificate secondo le classi di qualità: Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente. Le acque “non idonee alla Balneazione” sono quelle che risultano di qualità “scarsa”. Naturalmente la classificazione può cambiare, in positivo o in negativo, in base risultati delle analisi effettuate nel corso della stagione balneare (una volta al mese da Aprile a Settembre). Ribadiamo che la normativa che disciplina la materia della balneazione è di tipo sanitario piuttosto che ambientale, pertanto quando i risultati delle analisi sono buoni, non è corretto dire che il mare “sta bene” o che “è pulito”. I giudizi positivi consentono semplicemente di affermare che lì è igienicamente sicuro fare il bagno.