Scossa di terremoto è stata avvertita nei Campi Flegrei

di Gennaro Del Giudice e Violetta Luongo

CAMPI FLEGREI – Una forte scossa di terremoto, breve ma intensa, ha fatto sussultare le zone Flegree alle ore 18.08. Percepita nelle abitazioni e dai passanti in mezzo alla strada a Pozzuoli nel centro storico, nei quartieri di Rione Toiano e Monterusciello e ad Arco Felice; a Quarto e nell’intera zona flegrea; a Bacoli e a Monte di Procida. Molto forte è stata a Varcaturo dove alcuni residenti si sono riversati in strada per la paura. Paura anche a Napoli dove la gente è scesa dalle abitazuoni. L’epicentro è nel Matese e la scossa è di 4.9 gradi della scala Richter. La profondità è di 10 chilometri – riferisce la sala sismica dell’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia – con area interessata in particolare Castello del Matese, San Potito Sannitico e Piedimonte Matese.

PAURA SUL WEB – La notizia ha fatto il giro del web dove, quasi in tempo reale, tutti hanno annunciato la scossa. Il ricordo è andato al 23 novembre 1980, al terremoto che colpì l’Irpinia. Come allora il sisma è stato avvertito con intensità soprattutto ai piani alti delle abitazioni in diversi quartieri flegrei e di Napoli. I vetri hanno tremato e i lampadari oscillato. Le linee telefoniche sono risultate intasate per parecchio tempo, interrotte le comunicazioni per mezz’ora.

SCENE DA PANICO – In maniera distinta è stata avvertita anche nella zona della Solfatara, nei pressi del vulcano. Anche qui scene di panico e gente in strada per qualche ora. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, subito dopo l’evento ha allertato due squadre della polizia municipale per controllare e verificare sul territorio eventuali situazioni di danno. Al momento non sono stati riscontrati danni a persone e cose. La stessa movida del centro storico dopo i primi momenti di tensione, è proseguita regolarmente.

PRECEDUTO DA UN BOATO – Presi d’assalto dalle chiamate i centralini dei Vigili del Fuoco. Già la notte scorsa, dopo le 2, l’Istituto di geofisica e Vulcanologia aveva localizzato un movimento tellurico magnitudo 2.6 e 2.4 al confine tra Irpinia e Sannio. Grande paura ma non sembrano esserci danni a Isernia per la scossa di terremoto avvertita nel Matese. Il sisma è stato preceduto da un boato fortissimo, ed è durato circa 15 secondi in due riprese. I centralini di Prefettura e Vigili del Fuoco sono stati presi d’assalto solo per il panico, ma non ci sono state comunicazioni di pericoli o guasti alle case.

LE SCOSSE POTREBBERO CONTINUARE – «Il terremoto fa parte di una sequenza in corso e che potrebbe durare ancora per giorni – ha osservato il sismologo Alberto Michelini, direttore del Centro nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ingv) – Il terremoto è stato causato dallo stesso meccanismo all’origine di tutti i sismi dell’Appennino centro-meridionale, ossia da un movimento di tipo estensivo, nel quale la costa adriatica e quella tirrenica si allontanano progressivamente. E’ lo stesso meccanismo alla base del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 e del recente sciame sismico nel bacino di Gubbio».