CAMPI FLEGREI – Nonostante i 46 arresti dell’operazione “Iron Men” a Pozzuoli e Quarto resta operativo il cartello dei “Longobardi-Beneduce”, mentre a Bacoli e Monte di Procida c’è la “longa manus” della famiglia Pariante. Lo sostiene la Direzione Investigativa Antimafia, attraverso la seconda relazione del 2016, che però non tiene conto del recente arresto del boss di Pozzuoli, Gennaro Longobardi. “Le investigazioni hanno accertato l’esistenza di un controllo capillare delle estorsioni ed il tentativo dell’organizzazione camorristica flegrea di inserirsi nel business dei subappalti. –scrivono gli investigatori – Sono state, inoltre, raccolte evidenze circa l’intenzione del gruppo di riacquisire la gestione monopolistica dello smercio di droga (cocaina, marijuana e hashish, tra Via Napoli – Rione Toiano e Arco Felice, Pozzuoli e Licola), dopo la scarcerazione del capo della famiglia Longobardi”.

LUIGI MATTERA – Nella relazione della DIA si fa riferimento alle ordinanze dello scorso 29 novembre che hanno portato in carcere 46 appartenenti ai gruppi Ferro, Del Sole e Palumbo e a Luigi Mattera, “imprenditore ittico di Pozzuoli che, il 7 settembre 2016, poco prima dell’emissione dell’ordinanza a suo carico, è stato trovato ucciso all’interno di un’auto intestata alla figlia del capo del clan Longobardi”. Lo stesso “Cicciotto Isola d’Elba” viene definito come “finanziatore ed intermediario per il traffico di stupefacenti, ed era ritenuto far parte di “…un giro di trafficanti di altissimo livello. Basti dire che arriva fino ad Avellino e Benevento, nonché a Roma…” -secondo quanto riportato nella O.C.C.C.

CLAN PARIANTE – Infine, come scritto nella relazione del primo semestre 2016, la D.I.A. segnala ancora l’attività della famiglia Pariante nei comuni di Bacoli e Monte di Procida. In particolare, gli appartenenti al clan del boss pentito continuano a portare aventi i business delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti.