POZZUOLI – E’ stata pubblicata la relazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) relativa al secondo semestre del 2018 che fa il punto sul quadro camorristico nella città di Pozzuoli e nel resto dei Campi Flegrei fino al mese di dicembre scorso. Gli 007 fanno riferimento, senza citarlo, alla banda di Ferdinando Aulitto, alias “capellone”, pezzo da novanta dei Longobardi che il 26 dicembre scorso fu arrestato dai carabinieri per estorsione ai danni di alcuni commercianti del quartiere di Monterusciello. Insieme a lui finirono in manette al figlio Luca, il braccio destro Antonio Fausi Di Bonito, Gaetano Arcone detto “masaniello”, Gennaro Cammino e Raffaele Romano. “Capellone”, forte delle condanne che hanno colpito i boss Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce e i loro “eredi”, dopo la sua scarcerazione (fu arrestato nel 2010 durante l’operazione “Penelope” e condannato a 9 anni e 4 mesi) tentò di riorganizzare il clan dichiarando di essere il “nuovo boss” di Pozzuoli.

PARIANTE – Non cambia invece lo scenario a Bacoli e Monte di Procida dove, stando al report presentato dalla Direzione Investigativa Antimafia in Parlamento, “permane la presenza del clan Pariante” che farebbe capo a Genny, il figlio del boss pentito Rosario Pariante.