POZZUOLI – Hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato gli “eredi” dei boss Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce. Dopo quasi un anno di carcere e la raffica di bocciature da parte del Riesame ieri mattina, nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, i 45 arrestati durante l’operazione “Iron Men” hanno comunicato la richiesta di giudizio che prevede la riduzione di un terzo della pena. In totale sono gli 78 imputati (uno è deceduto poche settimane prima dell’inizio del processo) che dovranno rispondere a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione ai danni di imprenditori e commercianti, armi e traffico di stupefacenti e gestione delle piazze di spaccio, minacce e violenze. Dopo la formalizzazione delle richieste di rito il processo è stato rinviato al prossimo 8 novembre quando ci sarà la requisitoria del Pubblico Ministero con le conseguenti richieste di condanna.

LA SECONDA GENERAZIONE – Un processo che vede alla sbarra la seconda generazione di camorristi, tre gruppi criminali che tra il 2010 e il 2015 si sono mossi sotto al cartello dei “Longobardi-Beneduce”, e che arriva in un periodo in cui a Pozzuoli un nuovo aspirante boss sta cercando di approfittare del vuoto venutosi a creare seminando il terrore nei quartieri con stese, spari contro rivali, piazze di spaccio e attività commerciali. Una guerra dichiarata in maniera unilaterale 4 mesi dopo l’arresto del boss Gennaro Longobardi.

LA STORIA – Boss che da detenuto al 41 bis ha visto i suoi “eredi” oggi alla sbarra gestire per 5 anni estorsioni, traffico di droga, armi e il controllo del territorio attraverso la forza. Tre gruppi capeggiati dai fratelli Ferro, da Napoleone Del Sole e dal RAS di Quarto Nicola Palumbo. Nella loro rete erano finiti in tanti: imprenditori, piccoli commerciali e finanche i parcheggiatori abusivi. Era la camorra del dopo “Penelope”, quella che in pochi mesi si riorganizzò attorno alle figure di due fratelli, Andrea e Antonio Ferro, uno la mente e l’altro il braccio di un gruppo criminale. Era l’inizio del 2011, i due fratelli “comandarono” indisturbati fino all’uscita dal carcere di un pezzo da 90 della camorra flegrea, Nicola “Faccia abbuffata”, uomo del boss Gennaro Longobardi sul territorio di Quarto. Infine l’irruzione sulla scena di un gruppo di cani sciolti capeggiati da Napoleone Del Sole (oggi collaboratore di giustizia) che fece saltare gli equilibri imponendosi con violenza. Oggi, dopo 11 mesi, sono tutti alla sbarra e sulla loro testa pendono pesanti condanne.