Addetti dell'Arpac che prelevano un campione delle acque dalla foce del depuratore

POZZUOLI– Ancora un giorno di sciopero per i dipendenti della Hydrogest che dallo scorso mese di ottobre non ricevono lo stipendio. Una protesta che non coinvolge solo l’impianto depuratori di Cuma ma tutti gli impianti gestiti dalla società. L’astensione dal lavoro degli operai, accompagnata a quello che sarebbe stato un guasto tecnico, ha fatto si che fino al tardo pomeriggio di ieri le strade intorno agli impianti di depurazione fossero invase da liquami fuoriusciti dai tombini. La situazione poi è tornata alla normalità quando le forze dell’ordine hanno intimato ad alcuni operai di provvedere al guasto.

TRE MESI DI STIPENDI ARRETRATI– Anche questa mattina gli operai hanno dato via ud un sit-in di fuori i cancelli dell’impianto di Licola-Cuma  «Non riceviamo lo stipendio da ottobre e fin quando l’azienda non ci darà risposte serie non torneremo al lavoro».  Un operaio, Antonio, 52 anni, poi pone l’accento sull’inadeguatezza delle gestione degli impianti  «Andrebbero fatti diversi lavori di manutenzione, che invece non vengono fatti, l’azienda si nasconde dietro i mancati pagamenti della Regione». L’Hydrogest dal canto suo passa alla palla Regione che non verserebbe le competenze, con le quali verrebbero pagate poi i dipendenti.

Alcuni operai fuori ai cancelli del depuratore

FORSE LUNEDI’ I PAGAMENTI – Pare che l’ultima trance di pagamento ricevuto dalla ditta risalga allo scorso mese di agosto, quando la Regione Campania ha versato nelle casse della ditta che gestisce gli impianti di depurazione delle acque, sei milioni di euro, cifra che sarebbe dovuta servire proprio una copertura agli stipendi ma che invece non è stata utile per andare oltre i primi mesi dell’autunno. Intanto si rincorrono ora voci di corridoio su quando verranno versati gli stipendi: la più accreditata da per imminente il pagamento di almeno buona parte degli stipendi.

STAMATTINA I RILIEVI DELL’ARPAC – Anche alla foce del depuratore non pare che la situazione sia dissimile al normale: acqua marrone e maleodorante. Stamattina poi era presente anche un’ insolita schiuma da detersivo o sapone che arrivava quasi a ricoprire la costruzione di epoca borbonica presente al termine della foce. Il solito cattivo funzionamento di un depuratore che depura male e che negli ultimi anni sta sancendo la morte del litorale, cumano e di Licola. Certo che se dovesse piovere copiosamente nelle prossime ora, la mancanza di operai alle vasche potrebbe ripresentare il problema delle scorse ore: l’impianto infatti andrebbe sotto sforzo e l’assenza degli operai peggiorerebbe la situazione. Stamattina erano presenti sulla foce alcuni addetti dell’Arpac e dell’ Hydrogest che hanno compiuto i rilievi di routine per testare la salubrità delle acque.

La foce

HYDROGEST CONTRO LA REGIONE– La querelle Hydrogest Regione Campania è storia ormai vecchia: con la società appaltatrice della gestione degli impianti di depurazione che vuole sciogliere il contratto che la lega alla Regione e che pare attraverso i suoi legali abbia trovato una clausola che le permetta di rescindere unilateralmente il contratto senza alcuna penale. Resta ora da capire quale sarà la strategia della Regione: in caso di cessazione del contratto con la Hydrogest si dovrà provvedere ad indire una nuova gara d’appalto e nel frattempo che la gara abbia luogo, affidare la gestione temporanea ad un’altra azienda. Una procedura complessa anche perché i depuratori sono una “patata bollente” che in pochi vogliono gestire: da un lato per lo stato degli impianti che comporterebbe un forte dispendio economico; dall’altro per le mancanze continue della Regione Campania in termini di pagamenti. A pagarne le spese sono i lavoratori che da mesi combattono con una situazione precaria e i cittadini che si trovano da anni a convivere con un ecomostro.

ANGELO GRECO
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