GIUGLIANO – Alle prime ore dell’alba, in una villetta alla periferia di Giugliano, in località Varcaturo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli del Servizio Centrale Operativo, con il supporto del Servizio Polizia Scientifica, hanno tratto in arresto il ricercato Salvatore Fido, elemento apicale del clan camorristico Mazzarella operante nell’area orientale del capoluogo partenopeo. Fido era irreperibile dallo scorso febbraio, quando si è sottratto all’esecuzione, dapprima, di un decreto di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli e, successivamente, di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, emessa su richiesta della medesima Autorità Giudiziaria nei confronti di 14 persone ritenute responsabili di associazione di stampo mafioso.

L’OPERAZIONE – Il latitante è stato rintracciato all’esito di una complessa attività investigativa e alla sua localizzazione gli investigatori sono arrivati attraverso un capillare monitoraggio della rete dei suoi fiancheggiatori ed una attenta analisi del suo contesto relazionale. In particolare, la latitanza blindata dal contesto criminale di cui Fido è figura apicale, che proprio per la sua posizione verticistica ed operativa ha coperto il ricercato in questi mesi garantendogli libertà di movimento per continuare a svolgere il suo ruolo decisionale all’interno del sodalizio mafioso, è stata interrotta a causa dei rapporti personali e sentimentali attraverso i quali si è giunti alla sua cattura.

IL SEQUESTRO – Al momento del blitz, il latitante è stato trovato in possesso, tra le altre cose, di una pistola Glock munita peraltro di un caricatore supplementare predisposto per il tiro a raffica e sovralimentato. In uno zaino, inoltre, sono stati trovati, denaro contante, un passamontagna ed alcuni documenti d’identità falsi, con la foto del latitante ma intestati a persone diverse, nonché numerosissime schede e 4 apparati telefonici. Nella disponibilità di Fido (trovato da solo all’interno della villetta) vi erano anche un’autovettura e le chiavi di uno scooter. Le indagini hanno consentito di accertare che il ricercato, durante la sua latitanza, ha cambiato in più occasioni i luoghi ove dimorava, al fine di rendere più complessa la sua localizzazione.