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BACOLI – Sotto accusa la sicurezza dell’impianto (il proprietario dell’agriturismo sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo) ma anche la tempestività dei soccorsi: sull’ambulanza che ha portato in ospedale la piccola vittima mancava infatti un medico.  Polemiche dopo la morte del piccolo Michele Leoncino. Ad intervenire sul posto, dopo la richiesta di soccorso da parte dei genitori, un’ambulanza del 118 con a bordo autista e infermiere, ma senza medico.

AMBULANZA DI TIPO “B” che successivamente dovrebbe poi essere seguita da un’auto medica. Questo quanto previsto nel nuovo progetto sperimentale per il servizio del 118 stabilito dall’Asl Na 2 Nord, che prevede nei Campi Flegrei la disponibilità di 4 ambulanze con infermieri alle quali si aggiunge un’auto medica che qualora le condizioni del ferito lo chiedono, dovrebbe poi raggiungere il luogo.

Ambulanza al Pronto Soccorso del "Santa Maria delle Grazie"

SOCCORSO DA “CODICE VERDE” – Domenica sera il codice era “verde” a quanto pare il bambino, come raccontato dallo stesso proprietario della struttura a seguito dell’impatto pare che non presentasse ferite tali da destare grossissime preoccupazioni. E da questo punto di vista anche dalla centrale operativa del 118 “si dicono tranquilli”. “Il ferito era stato annunciato come codice verde, è stato attivato il normale procedimento come richiesto da protocollo in questi casi” spiegano. “Secondo il protocollo di chiamata il caso non era grave come si è poi rivelato. Perciò è stata, secondo la prassi, inviata solo l’ambulanza con l’infermiere a bordo. Durante il trasporto al Pronto Soccorso la situazione si è aggravata ed il ragazzo in ospedale è stato seguito con il codice rosso, quello di massima urgenza”.

POI DIVENTATO “ROSSO” – Poi successivamente, durante il tragitto verso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” le condizioni del piccolo sarebbero peggiorate e, secondo fonti ospedaliere “Da verde il codice sarebbe diventato rosso quando l’ambulanza con a bordo il bambino stava entrando nell’area dell’ospedale, a circa 20-30 metri dall’ingresso del nosocomio”.  Quando il piccolo avrebbe poi avuto la crisi respiratoria e  l’arresto cardiocircolatorio una volta giunto in sala di rianimazione. Questa la ricostruzione che sarà vagliata dalla magistrato di turno Maurizio Di Marco che dovrà appurare se ci siano state delle “falle” all’interno del protocollo di soccorso. Intanto c’è incredulità tra gli amici del piccolo Michele, appena appresa la notizia della tragedia. Alcuni, tra conoscenti, amici e parenti che erano fuori in vacanza, hanno appreso del dramma attraverso giornali e tv.

GENNARO DEL GIUDICE
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