BACOLI – Centralino dell’Ufficio Locamare di Baia tempestato di telefonate da parte dei bagnanti che si lamentano delle barche che ormeggiano a pochi metri della costa. La situazione più disperata è a Pennata (Schiacchitiello) dove le imbarcazioni ancorano a pochissimi metri dagli scogli. Sono valse a nulla le proteste di chi frequenta, abitualmente, la caletta.

IL PERICOLO – Quanti se ne vedono sfrecciare a bordo di motoscooter, di barche a motore, di gommoni, sotto gli occhi preoccupati dei bagnanti, a pochi metri dalla spiaggia, dalle coste. Sono ancora tanti i diportisti che, nonostante i divieti, continuano a fare passerella lungo le coste flegree senza considerare la pericolosità della navigazione non lontano dalla riva.

L’AZIONE REPRESSIVA – La Guardia costiera di Baia  sta concentrando la propria attenzione nel divieto di navigazione sottocosta, ovvero nella zona di mare riservata alla balneazione che, si ricorda, ha una profondità che varia dai 200 metri dalle spiagge sabbiose e dalle scogliere basse, ai 100 metri dalle scogliere a picco sul mare.  Ma all’origine della violazione, tiene a specificare proprio ll Capitaneria di porto, è l’erronea convinzione di molti secondo cui solo la navigazione, intesa come il movimento dell’unità con il proprio mezzo di propulsione, motore piuttosto che vela, remi e quant’altro, sarebbe vietata, mentre la sosta, l’ancoraggio o l’ormeggio sarebbero consentiti.

L’INVITO – L’occasione è, pertanto, utile per ricordare ai diportisti che invece le norme attualmente in vigore (ovvero l’ordinanza balneare regionale e l’ordinanza di sicurezza emanata dalle Capitanerie di porto) vietano tanto il transito quanto la semplice sosta, l’ancoraggio o ormeggio nella zona riservata alla balneazione. 

LE AREE MENO PROTETTE – I problemi maggiori riguardano la zona di Pennata e l’area marina protetta di Baia. Anche se velatamente un piccolo progresso sembra esserci, grazie alle condizioni meteo marine favorevoli. Un segnale favorevole dell’aumentata presa di coscienza e senso di responsabilità di quanti intraprendono la navigazione sempre più avvezzi al rispetto delle più elementari norme comportamentali da porre in essere prima di mollare gli ormeggi e prendere il largo, quali la verifica del funzionamento di tutti gli impianti e gli apparati di bordo, la verifica della sufficienza del carburante in relazione alla navigazione da intraprendere, il controllo del livello dei liquidi, il possesso di idonei pezzi di ricambio. Oltre a questi interventi, se ne sono aggiunti un’altra dozzina di semplice assistenza, quali il fornire carburante ad unità rimaste sprovviste, piuttosto che rimorchi a barche a vela i cui occupanti non riuscivano a guadagnare il porto di partenza.
Si ricorda intanto il numero blu per le emergenze in mare, 1530, contattabile anche dal telefonino.

ENZO LUCCI

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